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    Diario di un difensore dell’ordine

    Questo mese vorrei portare a conoscenza dei lettori l’utilità e lo stato di abbandono del settore della sicurezza privata sull’isola.

    In questo ultimo mese ci sono stati vari arresti in centri commerciali dell’isola con l’accusa di tentato furto, grazie all’attenzione e diligenza di alcuni compagni all’interno degli stabilimenti.

    In un istituto della Laguna un signore di 45 anni ha minacciato un vigilante e ha iniziato a sputare contro alcuni alunni all’ora di uscita dalla scuola, oltre al povero professionista che lo ha fermato e messo a disposizione della polizia locale.

    Due aerei provenienti dall’Inghilterra hanno dovuto chiedere l’intervento di agenti di sicurezza dovuto a colluttazioni tra passeggeri ubriachi.

    Dovuto alle offerte per l’alloggiamento in vari hotel dell’isola, che hanno portato turisti di una qualità molto più bassa rispetto all’abituale, si sono verificate varie situazioni limite dove i vigilanti hanno dovuto intervenire ed in alcuni casi usando metodi piuttosto decisi al trovarsi in condizioni di inferiorità numerica e di mezzi.

    Questi sono solo alcuni esempi degli interventi che sono stati svolti da colleghi, in cambio però la professione è così scarsamente apprezzata che ad esempio nell’hotel Adonis Pelinor, chiuso da inizio del confinamento ed utilizzato per alloggiare 35 immigranti illegali arrivati al sud di Tenerife, è stato messo un solo vigilante a controllare il loro confinamento.

    Una persona dotata solamente di un manganello per gestire 35 giovani e forti immigranti illegali senza nulla da perdere, probabilmente considerano a questo vigilante un nuovo Iron Man o Hulk, non vedo altre spiegazioni!


    Nell’università della laguna sono ripresi i corsi e gli studenti devono accedere agli stabili con le misure di sicurezza sanitarie raccomandate, però i vigilanti che prestano servizio lì hanno appena denunciato che non hanno ricevuto i sistemi di protezione necessari raccomandati dal governo, anche in questo caso possibilmente si considera che avendo nozioni di auto difesa possano proteggersi dal virus con le arti marziali…

    Molti degli hotel che hanno aperto in questo periodo hanno deciso di effettuare test PCR ai propri dipendenti prima di poter rientrare al lavoro e successivamente fare controlli periodici anti covid, però i vigilanti essendo considerati imprese esterne non sono stati considerati tra il personale obbligato a fare queste analisi.

    Fortunatamente ho conoscenza diretta che almeno in un hotel del sud dell’isola anche la sicurezza privata è soggetta a controlli, però si tratta di uno tra molti.

    Anche in questo caso, il personale che per questioni di lavoro è a contatto con tutti i lavoratori degli hotel e con molti clienti, non viene considerato a rischio, probabilmente perché il virus muore a contatto con il metallo della placca identificativa.

    Io vorrei ringraziare tutti questi colleghi perché, nonostante le istituzioni, imprese e cittadini non riconoscano l’importanza del settore, moltissimi accettano di correre rischi e continuare a lavorare per permettere all’isola di funzionare.

     

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