Questo mese vorrei sottolineare l’importanza del settore della sicurezza privata in un momento così delicato come quello che stiamo attraversando.

Mentre l’isola riapre le porte degli hotel, ristoranti, bar e zone di divertimento, deve lottare con il pericolo costante dei nuovi contagi e dei rischi economici e sociali che comporta questa eventualità.

Ovviamente la paura spinge il governo a promulgare nuove regole restrittive ed aumentare i controlli, però tutte le misure prese dagli enti pubblici non sembrano molto efficaci.

Nell’ambito privato invece, dovendo proteggere il mercato e i propri clienti che sono anche la fonte di reddito degli stabilimenti, hanno optato per autoimporsi misure di protezione e controllo superiori a quelle consigliate.

Molti degli hotel e i grandi centri per poter far fronte all’emergenza hanno deciso di ricorrere al personale della sicurezza privata per verificare la temperatura dei clienti, controllare che tutti abbiano le mascherine nelle zone comuni e che queste siano ben collocate, verificare le condizioni di salute dei lavoratori ecc…

Ovviamente queste misure hanno come finalità proteggere al meglio le installazioni e dare una sensazione di sicurezza ai clienti come nuova forma di pubblicità e attirare capitali, ma allo stesso tempo espongono i compagni del settore e della sicurezza a un continuo rischio di venire infettati e rischiare di mettere in pericolo i propri familiari.


Non essendoci leggi chiare da parte del governo che obblighino le imprese di sicurezza a fare controlli periodici al personale, questo comporta che i vigilanti si trovino in prima fila nella lotta contro questo virus ma senza nessun tipo di controllo o protezione efficace per cercare di abbassare i costi e aumentare i guadagni.

Ciò nonostante, i lavoratori della sicurezza privata continuano a lavorare consapevoli dei rischi, per il semplice senso del dovere e la consapevolezza della necessità del loro lavoro, per permettere che l’economia delle isole possa riprendersi e nel limite del possibile ridurre il rischio di una nuova chiusura dei confini.

Quando i lettori andranno in un negozio, ristorante, centro commerciale o in hotel e il vigilante alla porta chieda di verificare le vostre condizioni di salute, spero che tutti siano coscienti del grande lavoro di questo collettivo e dell’importanza che realmente riveste per il bene di tutti.