Continuiamo a riflettere sulla Nuova Normalità, ma credo che sarebbe meglio chiamarla  Nuova Realtà.

Questo virus è una peste democratica che colpisce i ricchi, i lavoratori e le persone bisognose; tira fuori il peggio e il meglio dell’uomo, la meschinità e la solidarietà.

Ci sono persone egoiste e irresponsabili che non hanno rispettato i divieti, ad esempio andando a passeggiare, sono persone che non riescono a capire che è un tema di solidarietà con il prossimo.

Queste dovrebbero ricordare le parole di Andrew Cuomo, Governatore di New York e appartenente alla comunità italiana, lui ci avverte: “non lasciate che la casa del vostro vicino si bruci, non vi fa bene”.

E ci sono altri che non capiscono che siamo in guerra, una guerra contro il virus.

Che sarebbe successo se il popolo, pensando alla propria “libertà” non avesse rispettato l’ordine di oscuramento durante i bombardamenti di Londra?


Perché la libertà non è un concetto astratto, va sempre accompagnata dalla responsabilità; l’iperindividualismo odierno è certamente un problema della civiltà occidentale.

Sfortunatamente molte imprese chiuderanno e molti posti di lavoro scompariranno, alcuni sostituiti dai robot, come accade nelle fabbriche di automobili.

Ma abbiamo bisogno di ingegneri per disegnare questi robot e meccanici per farne le riparazioni.

I robot hanno diversi vantaggi rispetto all’uomo, non prendono i virus, lavorano con grande produttività e non hanno la capacità di fare del male, come invece ce l’ha l’uomo.

Questo accade perché fortunatamente i robot non riescono ancora a pensare autonomamente.

Nel film “2001 Odissea nello spazio”, vediamo gli sforzi per scollegare il computer centrale di un’astronave; siccome questo computer  legge il labiale dell’equipaggio, loro non riescono a scollegarlo.

Vi raccomando una rubrica di Francesco D’Alessandro in LeggoTenerife del 7 maggio, dove parla dell’intelligenza artificiale.

In un futuro ritorneremo agli atteggiamenti sociali come abbracciare e baciare in famiglia o con gli amici.

Ma scherzando e non tanto, dopo questa convivenza obbligata credo che gli avvocati avranno molti divorzi a causa della noia e la mancanza di un progetto matrimoniale di vita in comune.

Questa è una prova del fuoco per la felice convivenza; però voglio credere che molte coppie avranno rafforzato i loro legami.

E’ emozionante vedere come anche nella Seconda Guerra Mondiale c’erano donne e uomini che si sposavano. Adesso ci sono alcuni psicologi che stanno già lavorando con la terapia di coppia, per coloro che hanno una vita problematica.

Il mondo non torna indietro, perciò dopo l’invenzione del computer è sparita la macchina da scrivere; dunque i posti di lavoro che si svolgono bene con il telelavoro credo che continueranno così.

Questo è vantaggioso, anche se alcuni nuovi telelavoratori stanno avendo problemi, ad esempio per spiegare ai loro figli che nell’orario di lavoro a casa, è vietato giocare con loro.

E un’altra cosa che resterà dopo il virus è la telemedicina, utile per un primo contatto con i pazienti provenienti da luoghi spopolati.

Però continua ad essere fondamentale il rapporto presenziale tra il paziente e il medico, perché gran parte della guarigione si basa su questo.

Vi prego osservate con calma nell’immagine, questo bel gesto “d´amore” del dottore per la sua paziente.

Insomma credo che se l’uomo riuscisse a riflettere su questa vita individualista, si avrebbero soltanto un po’ più di saggezza e bontà per il prossimo, il percorso che ci porta fino a questa nuova normalità passa per la filosofia della Cittaslow, l’Economia Collaborativa come alternativa al consumismo attuale e la Dieta Mediterranea.

Invito: la prossima rubrica sarà “5 tips per approfittare dell’isolamento”, un’intervista a Carl Honoré, laureato in Storia e Filologia Italiana.

Architetto Roberto Steneri