Questo mese l’arca del mistero navigherà verso un piccolo comune situato al nord di Gran Canaria per portare alla conoscenza dei lettori le strane vicende accadute intorno ad una pianta molto speciale.

Per il primo racconto ci dirigiamo al comune di Galdar in Gran Canaria dove si trova il drago della “strega rimproveratrice”.

Secondo i racconti questo esemplare di drago avrebbe più di 300 anni, però in realtà studi botanici considerano che questo esemplare non può avere più di 220 anni.

Secondo i racconti la figlia di una famiglia ricca del municipio di nome Catalina fu costretta a sposarsi con un uomo scelto dai genitori per rinforzare i lacci economici e politici della famiglia.

Questo matrimonio combinato però fin da subito risultò essere insopportabile per gli sposi dovuto al carattere forte e ribelle della giovane.

Per non causare uno scandalo nel piccolo paese i famigliari e il marito decidono di confinare la giovane sposa in un convento con l’intenzione di farle migliorare il carattere ed insegnarle l’ubbidienza.


La giovane però al sentirsi poco propensa per la vita monacale, in quanto non riusciva a trovare soddisfazione e appagamento interiore nell’adorazione continua al Signore, decide di fuggire dal luogo di clausura e dedicarsi ad attività che a lei sembravano più utili.

Dopo un periodo passato a studiare erbe e medicinali torna nel paese di origine però con un nuovo nome e facendosi chiamare la guaritrice.

Una delle pratiche più comuni della giovane erborista consisteva nel far appoggiare i piedi dell’infermo al tronco del drago ed incidere il contorno del piede sulla corteccia facendo fuoriuscire il caratteristico liquido rosso della pianta lasciandolo scorrere sulla pelle delle zone a contatto mentre recitava alcune parole incomprensibili.

Questa pratica in apparenza magica le fece attribuire l’appellativo di strega, però sembra fosse così efficace da risvegliare l’invidia e l’ira del prete e del medico del paese che in varie occasioni minacciarono la giovane di tagliare la sua preziosa pianta se non avesse smesso di praticare queste attività sacrileghe.

Dopo mesi di litigi e tensioni continue, una notte viene trovato il medico morto ai piedi dell’albero e la chiamata strega sparita senza lasciare tracce.

Secondo alcuni vicini questi due eventi dimostravano che durante un litigio tra i due la erborista aveva ucciso il dottore, mentre altri sostenevano che la giovane era scappata per non poter dimostrare la sua innocenza.

Da quel momento il drago fu avvolto da un’aura negativa che causa rispetto e paura tra i vicini del paese considerando pericoloso e portatore di sventure il toccare o permanere nell’ombra provocata dalla sua grande coppa.

Il 13 giugno del 1913 però una bambina di nome Maria Leonarda si avvicina alla maestosa pianta e probabilmente spinta dalla leggenda che circondava l’albero, incide sulla corteccia il disegno di una strega.

Secondo i racconti popolari questo gesto fatto da una giovane dall’anima pura fu sufficiente per liberare dagli influssi negativi il drago.

Da quel gesto l’albero viene considerato come un potente talismano protettore che difende l’intero paese dalle forze oscure ed occulte così come dalla malvagità umana.

Loris Scroffernecher