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    La privatizzazione del lago si confronta con il governo e l’opposizione a Puerto de la Cruz

    PSOE-ACP sottolinea “la gestione carente” della concessione amministrativa di PP-CC, in cui il canone non è stato riscosso e ha generato un debito di oltre un milione di euro

    La privatizzazione del complesso di Costa Martiánez ha di nuovo messo il gruppo governativo (PSOE-ACP) contro i due gruppi di opposizione (PP e CC) nel Municipio di Porto.

    Una disputa iniziata nell’ultima sessione plenaria e che continua tuttora di fronte al rifiuto da parte del Governo della proposta del PP di avviare la procedura per l’affidamento del servizio integrale della gestione di tutto il lago Martiánez.

    La mozione, sostenuta dai nazionalisti, prevedeva di unificare il funzionamento del complesso e procedere a ricorrere alla figura di una società con capacità finanziaria e tecnica responsabile della sua gestione con criteri di business e di rispetto del valore architettonico che essa riunisce.

    La maggior parte dei servizi forniti nel complesso fanno parte dell’assegnazione che il Concistoro ha fatto al proprio ambiente pubblico, l’entità commerciale di capitale pubblico Parque Marítimo, SAU (Pamarsa) da sciogliere nel 2022.

    “Una gestione che, data la complessità della suddetta società, non corrisponde a quella auspicata per un centro di questa importanza, e ne è prova la differenza di gestione rispetto ad altre infrastrutture museali, ad esempio, gestite attraverso concessioni amministrative”, sostiene il PP.

    Per tutti questi motivi, si rammarica che il governo del PSOE-ACP abbia respinto l’iniziativa, applicando il consueto “giro sulle montagne russe e perdendo una brillante opportunità di cambiare il modello di gestione del lago Martiánez, che consentirebbe alla specializzazione del settore privato di riposizionarlo e di restituirgli l’interesse che non avrebbe mai dovuto perdere, sempre sotto la tutela della legislazione vigente e dei criteri di qualità stabiliti dal Comune in ogni momento”.


    Da parte sua, CC ha presentato un emendamento alla proposta del PP chiedendo che vengano richiesti i necessari rapporti tecnici e di intervento per valutare la situazione del lago, valutare le possibili soluzioni “comprendendo che la privatizzazione non è l’unica” e, soprattutto, affinché la decisione di adottarla finalmente protegga i posti di lavoro e il sostentamento delle famiglie.

    L’attuale esecutivo comunale ritiene “inaudito” che si cerchi di dargli lezioni “in considerazione delle molteplici irregolarità che si sono verificate sotto il suo mandato e della carente gestione della concessione amministrativa in cui il canone non è stato riscosso e che ha comportato un debito, solo verso le casse comunali, di oltre un milione di euro che sarà quasi impossibile da recuperare”.

    Il portavoce del gruppo municipale socialista, Jonas Santana, dice che “ricordare a questo punto ciò che è successo al lago Martiánez negli ultimi anni con le concessioni amministrative dovrebbe far arrossire i leader popolari che non hanno, per quanto possiamo vedere, alcun criterio e memoria”.

    Al contrario, aggiunge che il nuovo Esecutivo “è impegnato in una gestione trasparente che porterà, dopo gli studi dettagliati richiesti all’area guidata dall’Assessore Julia Navas, alla migliore opzione per il presente e il futuro del Lago Martiánez”.

    Una gestione già visibile con l’aumento della raccolta, l’adempimento dei diritti e degli obblighi con il personale, il miglioramento della gestione e del mantenimento del complesso”.

    Santana attacca anche la CC e la “amnesia selettiva” della precedente consigliera patrimoniale, Sandra Rodríguez, “che è stata in collusione con il PP, permettendo l’arricchimento illecito del concessionario, la sofferenza dei lavoratori e un altro debito storico per il Comune”.

    Redazione

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