La sicurezza privata, che voleva mandare via dall’edificio 22 adulti e 10 bambini, ha ceduto, ma tornerà nei prossimi giorni.

I venti okupas che da poco più di due anni vivono in un edificio in Avenida Venezuela a San Isidro hanno ottenuto che la sicurezza privata assunta dal nuovo proprietario dell’immobile per di cercare di mandarli via, anche a fronte del pagamento di 1.200 euro a ogni singolo inquilino, ha desistito.

Secondo la Piattaforma per un alloggio dignitoso Montaña Clara, quei soldi non permettono di pagare un affitto decente, quando per stipulare un contratto vengono richiesti tre mesi di anticipo e uno stipendio che quasi nessuno degli okupas dell’edificio ha.

Dopo che la sicurezza privata è andata via, le 12 famiglie di occupanti abusivi (22 adulti e 10 minori) hanno deciso di creare una comunità di residenti che si registrerà al municipio.

L’obiettivo è far sì che quando i membri della sicurezza privata torneranno, non potranno impedire l’accesso alle aree comuni dell’edificio, come hanno fatto nei giorni scorsi.


Le dodici famiglie occupano attualmente dodici delle quindici case dell’edificio, ma d’ora in poi secondo il membro di Montaña Clara, occuperanno le tre che rimangono libere.

L’ex consigliere Felix Hernandez, di Izquierda Unida, che da cinque anni si occupa dell’ufficio Reclami del Comune di Granadilla, ha specificato che a San Isidro, ci sono quasi ottocento case occupate da abusivi.

L’edificio di tre piani situato in Avenida Venezuela, all’angolo di Néstor del Álamo, è da qualche settimana di proprietà di un uomo d’affari russo, che lo ha acquistato ad un’asta alla cifra irrisoria di 85.000 euro, prezzo che sul mercato può valere solo uno dei quindici appartamenti che compongono l’immobile.

L’edificio, costruito 13 anni fa, è stato abbandonato a causa della crisi economica che ha colpito l’impresa di costruzioni, ed è diventato di proprietà di una banca.

Da allora, l’edificio è stato oggetto di saccheggi di ogni tipo, diventando un luogo di pellegrinaggio per i tossicodipendenti di San Isidro e di occupazioni abusive.

Gli okupas sono entrati nell’edificio circa due anni fa, rinforzando le finestre e le porte e attrezzando le case per ospitare 12 famiglie.

Franco Leonardi