L’Associazione Alberghiera della provincia di Santa Cruz de Tenerife (Ashotel) attribuisce alle case vacanza il colpo subito dal mercato immobiliare nel sud dell’isola, dove si concentra quasi la metà di tutti gli immobili delle Isole Canarie affittati ai turisti.

Questa nuova modalità di alloggio ostacola la creazione di posti di lavoro nella zona meridionale dell’isola, dove si concentra l’industria turistica e si generano maggiori occasioni di impiego.

Gli alberghi hanno seri problemi a trovare personale qualificato a tutti i livelli, perché in molti casi le persone preparate vivono nell’area metropolitana o nel nord e non ritengono fattibile spostarsi quotidianamente al sud per lavorare né vantaggioso economicamente.

Molte persone che vorrebbero accedere a un lavoro, rinunciano all’opportunità poiché non riescono a trovare un alloggio a prezzi ragionevoli.

Vediamo come esempio il divario del costo del terreno tra i comuni turistici del sud e l’area metropolitana.

Secondo un rapporto del Cabildo, il prezzo medio per metro quadrato ad Adeje supera i 2.000 euro, mentre a Santa Cruz non supera i 1.400.


Gli appartamenti di 100 metri in affitto nel comune di Adeje raggiungono 1.400 euro al mese o 1.000 se sono di 60 metri quadrati, mentre i monolocali di 50 metri arrivano a 850 euro.

Con questi dati, è possibile capire che le case vacanza hanno colpito il mercato immobiliare danneggiando la popolazione attiva nel settore turistico, che non può affittare né tantomeno comprare un appartamento vicino al posto di lavoro.

Inoltre, gli ingorghi quotidiani subiti ogni giorno da migliaia di automobilisti sulle autostrade e in accesso alle località turistiche, influenzano la qualità della vita dei cittadini.

Perdere ogni giorno ore sulle strade, porta via energia e riduce le opportunità di crescita professionale, mentre vivere in un’area vicina al luogo di lavoro migliora significativamente le prestazioni, la qualità della vita e la salute delle persone, in quanto si ha più tempo libero per la famiglia e lo svago .

Gli ingorghi sono un altro fattore che va contro le politiche di sostenibilità e la consapevolezza ambientale, ormai sempre più importante tra le principali destinazioni turistiche.

Se i lavoratori non risiedono nel sud, gli spostamenti in macchina dal nord e dall’area metropolitana aumentano, determinando sempre più traffico e più inquinamento.

Ogni giorno ci sono 160.000 viaggi tra San Miguel e Adeje, senza che ci sia una vera alternativa nel trasporto pubblico, il che porta a ritenere che qualsiasi politica restrittiva sulla circolazione dei veicoli danneggerebbe gravemente i lavoratori del settore turistico.

Per tutte queste ragioni, viene chiesto alle pubbliche amministrazioni di mettere sul tavolo un piano di mobilità sostenibile o di riprendere quello proposto da Ashotel alla fine della scorsa legislatura.

Il presidente dei costruttori di Tenerife, Óscar Izquierdo, ha aggiunto che la mancanza di alloggi pone il sud in uno stato di emergenza, una situazione per la quale ha accusato l’inerzia del governo delle Isole Canarie negli ultimi anni e il muro burocratico dei comuni nel rilasciare le licenze.

Franco Leonardi