Caduta degli angeli ribelli, Pieter Bruegel il Vecchio, 1562

A prescindere?

Molte volte accettare la parola “a prescindere” è fuorviante.

Essa è un verbo pericoloso e arrogante che pretende di convincere sulla bontà di un postulato o di un assioma o di un argomento.

Le cose citate nell’“a prescindere” probabilmente confuterebbero la sostanza, la sentenza, di quanto il nostro interlocutore dichiara: una “sua verità” che non vuole cambiare mantenendo integro il suo pensiero che ritiene perfetto e in cui noi dovremmo credere integralmente.

Sarebbe quasi come giocasse a Poker contro di noi, mentre abbiamo uno specchio dietro alle spalle sul quale si vedono le nostre carte, affermando: “Io gioco bene “a prescindere” che veda le carte che tu hai”.

Spesso quel verbo lo diciamo noi a noi stessi, ma facendo così ci nascondiamo alcune verità importanti che forse abbiamo paura di considerare.

Leggo di bravissimi professionisti, meccanici, edili, cuochi, pizzaioli, estetiste, parrucchieri, infermiere, che illustrano la loro competenza con l’intenzione di trasferirsi nell’isola, tuttavia si può intuire che essi sussurrano in maniera impercettibile, anche a loro stessi, quasi non considerandola, la fatidica frase “… a prescindere che non conosco i costi, gli stipendi, la lingua, la burocrazia da affrontare, quale fiducia dare a quelli molto simpatici”… e cento altre domande che dovrebbero essere invece poste prima ancora di considerare la propria bravura, la propria dinamicità, l’energia, l’intraprendenza che si ha.


Quasi fosse una loro modalità di difesa o di protezione, in molte decisioni da prendere nella vita, tendono a non considerare una realtà che pensano nemica.

In verità è proprio la perfetta visione di quella realtà che gli permetterebbe di costruire l’arma ideale per combatterla e modificarla per realizzare il loro sogno.

Se, ad esempio, ritenessero, obiettivamente e senza nasconderlo, che non conoscere la lingua del posto potrebbe ostacolarli, l’arma per vincere è allora impararla, prima ancora di proporsi per un lavoro.

Il suggerimento dovrebbe essere di non essere superficiali, ma anche, come diceva Marco Fabio Quintiliano (Oratore del I sec. d.C. ) “Non è tanto dannoso essere superficiali quanto smettere di ascoltare le cose necessarie.”
Andrea Maino

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Caduta degli angeli ribelli, Pieter Bruegel il Vecchio, 1562