Lunga e prospera vita al Drago Millenario, uno degli esemplari di piante più longevi al mondo

Il Drago de Icod de los Vinos, che è diventato un simbolo della natura delle Isole Canarie, è sempre una grande attrazione, sia per i locali che per gli stranieri.

La leggenda narra che quando i draghi morirono, divennero… draghi.

Ecco perché la loro linfa è rossa, come il sangue delle bestie.

Questo fece dell’esemplare un oggetto di venerazione per i Guanci, che usavano il succo come sostanza curativa.

Ci sono molti miti e favole sul drago di Icod de los Vinos, oltre alle speculazioni sulla sua età, essendo una delle specie vegetali più longeve del pianeta.

Il recente sostegno del Senato spagnolo alla candidatura del drago come patrimonio mondiale dell’UNESCO ha messo ancora una volta l’emblematico esemplare al centro dell’attenzione e sono state fatte ipotesi sullo stato di salute.


La proposta di farne patrimonio mondiale è stata presentata dal senatore e consigliere del municipio di Icod de los Vinos, Isabel García, che si è basata su un testo del professor Álvaro Fajardo, il quale espone le 10 ragioni per cui, a suo parere, la pianta dovrebbe essere degna di tale riconoscimento.

Attualmente non c’è nulla che indichi che la salute della pianta non sia buona, secondo il segretario del Comitato Tecnico per la Conservazione di Drago, Juan Manuel Luis Zamora, che è anche responsabile della sua manutenzione da 16 anni.

Per garantire la salute del drago, viene seguito un piano di fertilizzazione e di irrigazione, vengono effettuate misurazioni della temperatura e dell’umidità interna e ci si assicura che non vi siano alterazioni.

Anche se non è una pianta che ha bisogno di acqua, è irrigata date le condizioni della zona in cui si trova.

Esistono anche altre azioni protocollate, come le analisi a cui viene sottoposto una volta all’anno e per le quali è necessario salire in cima e prendere delle foglie.

Per evitare i danni causati dall’umidità, nel 1984 venne effettuata una pulizia completa della cavità, che era stata riempita; fu installata una piccola stazione per misurare temperatura, umidità e altre variabili.

All’interno fu inserito un ventilatore e di un deumidificatore per facilitare la circolazione dell’aria e prevenire la proliferazione di funghi.

Negli anni ’90 fattori esterni, come il danneggiamento delle radici a causa della vicinanza di una strada, ora non più esistente, e atti di vandalismo misero a repentaglio la salute della pianta.

Già nel 1984 si era iniziato a pensare alla tutela della pianta, quando l’allora tecnico comunale Juan Alberto Rodríguez rilevò che il drago era piuttosto deteriorato.

L’esperto contattò uno specialista americano, che dopo aver fatto una valutazione del drago, propose una serie di interventi da effettuare e la creazione di un comitato tecnico per seguire e monitorare i cambiamenti nella salute della pianta.

Alla fine del 2015 il campo d’azione di questo comitato di esperti è stato ampliato ad altri alberi unici presenti nel comune, come il pino di Buen Paso, che è in fase di recupero, e il Drago de San Antonio.

I draghi hanno suscitato grande interesse tra gli esploratori, scienziati e naturalisti che hanno visitato le Isole Canarie, e che vi hanno trovato un campo di ricerca importante per i loro studi, dal momento che nelle Isole questa pianta gode di una tutela legale che altre specie non hanno.

Il primo passo è stato compiuto con l’ordinanza del 20 febbraio 1991 sulla protezione delle specie della flora selvaggia delle Isole Canarie, che ha garantito la conservazione dell’habitat naturale del Drago de Icod e di altri esemplari monumentali delle Isole.

Due mesi dopo, la legge del 30 aprile sui simboli della natura per le Isole Canarie ha stabilito che il Drago de Icod de los Vinos è la pianta più rappresentativa di Tenerife.

Nell’allegato del regolamento dell’Unione europea del maggio 1992 relativo alla conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche, sono state adottate misure per contribuire alla biodiversità, in particolare per quanto riguarda i draghi delle Isole Canarie.

Tali misure sono state poi recepite nell’ordinamento giuridico spagnolo nel dicembre 1995.

Due anni dopo il regolamento dell’Unione Europea, nel 1994, fu emanata la legge degli Espacios Naturales de Canarias, che garantisce protezione ai draghi monumentali.

Il dibattito sull’età del maestoso albero è ancora aperto, si parla di drago millenario, anche se gli esperti sottolineano che si tratta di una pianta (Dracaena Draco), la cui età oscilla tra i 600 e gli 800 anni.

Millenario o no, tutto ci fa pensare che il Drago de Icod sia uno degli esseri viventi più antichi del mondo; un esemplare che ha ancora una lunga vita davanti e spetta al comitato tecnico il grande compito di continuare a garantirgli una buona salute.

Claudia Di Tomassi