La Spagna assicura di essere pronta a costruire il TMT nelle Isole Canarie, un progetto da 1.200 milioni di euro.

C’è qualcosa che unisce superstar come Leo DiCaprio, Jason Momoa, Dwayne ‘The Rock’ Jackson o Bruno Mars e non è il gala per il premio Oscar o un evento simile.

E’ un telescopio.

In particolare, la ferma opposizione all’installazione sulle cime delle Hawaii del telescopio da trenta metri (TMT), il più grande dell’emisfero quando sarà costruito.

Questo gigantesco progetto di 1.200 milioni ha tutti i permessi per sorgere a Mauna Kea, un picco considerato sacro dai nativi hawaiani in cui già sono presenti una dozzina di telescopi.

Il collettivo contro il telescopio ha detto basta e lo scorso luglio ha bloccato l’accesso alla strada verso la cima.


A distanza di settimane non è stata posta alcuna pietra e la situazione è ancora più delicata.

Il comportamento pacifico ha costretto Ige a ritirare la dichiarazione di emergenza che aveva emesso per dare più spazio di manovra alle forze dell’ordine.

In cambio, il governatore ha prorogato per due anni il permesso di inizio lavori sul TMT.

Il movimento di protesta sta riuscendo ad internazionalizzare il conflitto, dato che nel consorzio che sostiene TMT ci sono altri paesi coinvolti come l’India, il Giappone, la Cina e il Canada.

Inoltre, l’Università di Toronto, coinvolta nel TMT, ha emesso una dichiarazione in cui si avverte che non approva l’uso della polizia per promuovere i suoi obiettivi di ricerca.

Si potrebbe pensare che la lotta andrà avanti per molto tempo.

Ma TMT non ha tempo, perché è già in ritardo di cinque anni (nel 2014 hanno interrotto i lavori con proteste e denunce) e i suoi futuri concorrenti sono già in costruzione.

Questo telescopio, alto 18 piani e dieci volte più potente di quelli attuali, impiegherà dieci anni per essere costruito e sarà operativo per mezzo secolo, generando molti posti di lavoro e opportunità di sviluppo tecnologico parallelo.

TMT infatti, dovrebbe avere la base del sito pronta per giugno 2020, il che richiede l’inizio dei lavori di costruzione quest’anno.

Nel frattempo, La Palma, l’isola delle Canarie che “coltiva” telescopi, attende pazientemente il suo turno.

TMT insiste sul fatto che è l’alternativa alle Hawaii, scelta attraverso un processo meticoloso che ha dimostrato le capacità professionali e tecnologiche degli osservatori delle Isole Canarie, gestiti dall’Instituto de Astrofísica de Canarias (IAC).

Quest’ultimo è molto cauto nella valutazione degli eventi alle Hawaii e durante la riunione del Consiglio direttivo della IAC, il ministro della scienza, Pedro Duque, ha confermato che il TMT in Spagna avrà tutto il supporto necessario.

Duque a nome del Consiglio ha detto che la Spagna offre la capacità e la disponibilità di tutte le autorità a tutti i livelli dello Stato affinché, in caso di decisione di portare questo telescopio alle Isole Canarie, tutto possa essere pronto in brevissimo tempo.

In considerazione del totale stallo della situazione, i media hawaiani si sono già concentrati sulle Isole Canarie, interessati a sapere se il Piano B è pronto.

Gordon Squires però frena gli entusiasmi precisando che il sito di La Palma è un luogo eccellente per l’astronomia, ma non tutti i processi normativi sono stati completati e non è stata fissata una data in cui lo saranno, per cui, in questo senso, al momento non considera il piano fattibile.

Alberto Moroni