Le Isole Canarie promuovono la coltivazione della spirulina con l’acqua proveniente dal terreno vulcanico

Il Banco Español de Algas e l’Instituto Volcanológico de Canarias (Involcan) confermano la qualità delle risorse idriche geotermiche per la produzione sostenibile di questa microalga ricca di nutrienti.

Il Banco Español de Algas (BEA) dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria e l’Instituto Volcanológico de Canarias (Involcan) hanno progettato un metodo di coltivazione della spirulina, utilizzando l’acqua proveniente da gallerie di terreni vulcanici.

Il progetto Spiterm, che è nella sua fase finale, conferma la qualità delle risorse idriche geotermiche, di cui le Isole Canarie sono ricche, per una produzione efficiente, sostenibile e a basso costo di questa microalga ad alto valore nutrizionale e dalle proprietà antiossidanti.

Il progetto Spiterm, Progettazione e sviluppo sperimentale per la produzione di spirulina si propone di sfruttare le caratteristiche delle acque geotermiche a bassa entalpia delle gallerie per ridurre i costi di produzione delle microalghe spirulina (nome commerciale attribuito ad alcune specie del genere Arthrospira) la cui domanda sul mercato è in continua crescita.


Il ricercatore BEA Carlos Almeida spiega che l’idea è quella di sfruttare le acque di galleria, che sono acque sotterranee di territori vulcanici, e che, a seconda della temperatura, sono di bassa, media o alta entalpia.

In questo caso sono a bassa entalpia, poiché la temperatura oscilla tra i 25 e i 30 gradi.

Il progetto, iniziato nel 2016, nella galleria Fuente del Valle, nel centro sud di Tenerife, è stato realizzato in più fasi.

Si è iniziato attraverso la creazione di una formulazione adatta ad aggiungere quei nutrienti che possono mancare nell’acqua in modo che la spirulina possa crescere in condizioni ottimali.

L’acqua della galleria contiene una serie di sostanze nutritive, ma non tutte quelle necessarie alla spirulina, il cui terreno di coltura è un terreno salato che si caratterizza per essere carico di bicarbonato.

Ciò tende a verificarsi in modo naturale nei laghi alcalini, specialmente in Africa e Sud America, anche se gli scienziati hanno trovato alcuni ceppi autoctoni anche nelle Isole Canarie.

La seconda fase consisteva nell’utilizzare la temperatura dell’acqua per riscaldare i sistemi di coltivazione al fine di garantire la stabilità termica.

Le acque hanno una temperatura tra i 25 e i 30 gradi Celsius, ma tenendo conto che, durante la notte o in inverno le temperature scendono, sono stati progettati sistemi di coltivazione nei quali la temperatura possa essere mantenuta in modo costante.

Attraverso queste fasi sono stati ottenuti notevoli risparmi nei costi di produzione di spirulina.

Da un lato, il risparmio di acqua e, dall’altro, di energia dal momento che una delle cose più costose nell’allevamento di alghe è il riscaldamento.

L’obiettivo generale del progetto è quello di determinare la produzione inter-annuale sostenibile della microalghe spirulina su scala pilota, sfruttando i sali minerali, i gas (CO2) e la temperatura dell’acqua geotermica.

Allo stesso tempo si punta a ridurre i costi dei mezzi di coltura e ad aumentare la produzione in fotobioreattori rispetto a quella con i sistemi convenzionali.

Di conseguenza, i costi tecnologici di produzione sono stati ridotti di circa il 25%.

La spirulina è stata scelta perché ne è consentito il consumo da parte dell’uomo ed è facile da coltivare e raccogliere.

Ci sono problemi di separazione dell’acqua dalla biomassa, ma con la spirulina, trattandosi solo di filtri, il sistema di produzione è molto più economico.

Un altro vantaggio delle acque di galleria è la quantità di anidride carbonica (CO2) contenuta, che favorisce la crescita dei cianobatteri.

E’ comune iniettare CO2 nelle colture ed è un’altra spesa che potrà essere evitata.

Inoltre, grazie al progetto Spiterm è stata ottenuta una biomassa di elevato valore commerciale grazie al contenuto in proteine, micobiliproteine, acidi grassi polinsaturi e sostanze antiossidanti.

Un’altra delle idee proposte dai ricercatori, nell’ambito della filosofia dell’economia circolare, è quella di utilizzare l’acqua scartata da queste colture, con un certo carico di biomassa di microalghe, per l’agricoltura.

In questo senso, il ricercatore del Banco Español de Algas ha annunciato che stanno lavorando con un’azienda di Gran Canaria, Biobab, dedicata alla sperimentazione agricola.

Sono in programma una serie di prove con estratti di spirulina per vedere se hanno effetti bio-stimolanti, ovvero se favoriscono la crescita delle colture, se hanno effetti antimicotici, antivirali, antibatterici, per migliorare i raccolti.  La spirulina ha dimostrato di avere queste caratteristiche e potrebbe trovare un’applicazione diretta in agricoltura.

Il progetto si trova attualmente nell’ultima fase ed entro la fine del 2019 o l’inizio del 2020 dovrebbero arrivare alle conclusioni finali.

Risulta comunque già evidente che le Isole Canarie sono la regione europea più competitiva per la coltivazione della spirulina, in quanto presenta elevati tassi annuali di irraggiamento e la temperatura adatta, nonché acque salmastre e incontaminate.

Si tratterebbe pertanto di sfruttare al meglio una risorsa naturale disponibile, gestibile e un’energia pulita e rinnovabile

Un altro vantaggio del progetto è che l’acqua della galleria è una risorsa piuttosto reperibile in tutte le Isole.

Nel caso di Gran Canaria, anche nella zona meridionale sono stati trovati pozzi con acqua salmastra, con una temperatura elevata, anche superiore a quella delle gallerie.

Il progetto Fuente del Valle è stato scelto proprio perché Involcan, da dove è nata l’idea, ha monitorato molto bene la rete di gallerie di Tenerife, ma in tutte le Isole Canarie è facile coltivare la spirulina con l’acqua delle gallerie vulcaniche.

Il progetto Spiterm fa parte del bando Retos-Colaboracion del Programma statale di ricerca, sviluppo e innovazione.

Con una durata di quattro anni (2016-2019), hanno avuto la collaborazione dell’Istituto di Tecnologia ed Energie Rinnovabili, l’Agenzia per l’Energia di Tenerife, e la società GAIA Geotermia y Aguas Minerales S.L.

Il ricercatore del Banco Español de Algas ha spiegato che la spirulina è un cianobatterio.

Appartiene al mondo dei batteri, ma è capace di fotosintesi proprio come una pianta superiore.

La spirulina, grazie ai suoi pigmenti, ha un’attività antiossidante molto elevata e la sua efficacia è stata dimostrata nella guarigione delle ferite e nel recupero da malattie come il cancro.

Classificata come “alga blu”, è attualmente considerata un “super alimento” per le sue possibili proprietà benefiche, e sebbene il suo meccanismo d’azione sia ancora in fase di studio, era già stato definito come uno dei migliori alimenti per il futuro dell’umanità alla Conferenza mondiale dell’alimentazione delle Nazioni Unite nel 1974.

Secondo gli esperti, spirulina si distingue per le sue molteplici proprietà: ha una più alta percentuale di proteine rispetto ad altre fonti, fornendo il 65% del fabbisogno.

La spirulina è priva di cellulosa e ciò la rende più facile da digerire, anche per le persone con problemi di assorbimento intestinale.

Gli acidi grassi essenziali che occupano una parte importante nella composizione della spirulina, generano effetti benefici contro l’obesità, l’artrite, l’alcolismo, alcune malattie neuropsichiche e molti processi infiammatori.

L’alga contiene un’elevata quantità di diverse vitamine come la vitamina E ed altri elementi antiossidanti e antinfiammatori, nonché tutte le vitamine del gruppo B.

La spirulina inclusa nella dieta abituale genera un effetto ipolipemizzante o dimagrante grazie all’elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi.

Oltre ai benefici per la perdita di peso, ci sono studi che supportano la sua azione nella riduzione del colesterolo nel sangue.

Gli specialisti, però, sottolineano che non è ancora noto se la spirulina favorisce in questi aspetti da sola o interagendo con altre sostanze.

Claudia Di Tomassi