Questo misterioso nemico.

Dr. Antonino Cacace

Continuano sui social ad apparire post di connazionali preoccupati per l’incomprensione delle leggi che regolano il sistema fiscale in Spagna e soprattutto per gli italiani qui residenti.

Vorrei dare pertanto delle ulteriori e più semplici interpretazioni al fine, possibilmente, di chiarire dubbi e di fornire utili elementi per poter affrontare e risolvere eventuali problematiche.

Partiamo dalla Convenzione stipulata tra la Spagna e l’Italia.

La convenzione studiata, pianificata, corretta e ratificata dai due stati nel 1977, è stata promulgata finalmente nel 1980.


Il suo titolo è: LEGGE 29 settembre 1980, n. 663
Ratifica ed esecuzione della convenzione tra l’Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.

Dunque già il titolo a mio avviso dovrebbe essere interpretato a favore di noi tutti. Che cosa significa? Significa che i due Stati si sono messi d’accordo affinché il contribuente, oramai pensionato come nel nostro caso, una volta trasferita la residenza in Spagna non debba pagare due volte le imposte sul suo reddito, che appunto in questo caso si chiama “pensione”.

Ma cosa fare perché questo accada, ovvero che non si paghi due volte?

Ci vengono in nostro aiuto due articoli della Legge, in particolare l’Articolo 18, che tratta unicamente delle  pensioni INPS e l’Articolo 19 che tratta invece delle pensioni ex INPDAP.

Dunque l’Articolo 18 dice, con altre parole ma il significato è questo, che i pensionati INPS devono versare le imposte sulla pensione solo allo Stato ove essi risiedono.

Quindi il pensionato INPS che ha trasferito la propria residenza in Spagna, la prima cosa che deve fare è chiedere all’INPS (Italia) di defiscalizzare la propria pensione.

In parole semplici deve chiedere che gli paghino la pensione al lordo, cioè senza trattenere le imposte. Come chiedere?

Rivolgetevi ad un patronato o all’APICE.  Il tutto verrà inviato a Roma e/o INPS di ultima residenza,  dopo poco tempo si riceverà la comunicazione che la pensione sarà defiscalizzata.

Cioè vi sarà pagata senza sottrarvi le tasse. Quali sono adesso gli adempimenti? Cioè cosa va fatto adesso?

Da questo momento in poi dovrete presentare la dichiarazione dei redditi non più in Italia ma in Spagna, paese che vi farà pagare le tasse sulla pensione e si sostituirà così all’Italia.

La pressione fiscale in Spagna sappiamo che è leggermente inferiore a quella italiana.

Cosa però può accadere? Un pensionato INPS trasferitosi in Spagna nel 2012 non ha mai chiesto la defiscalizzazione della sua pensione ed ha continuato a pagare le tasse in Italia.

La Spagna da quest’anno ha chiuso un progetto nato alcuni anni fa firmando un trattato/accordo con gli altri Stati europei affinché tutti i dati fiscali siano condivisi tra i Paesi dell’Unione.

Così i dati fiscali di un italiano sono in possesso anche del nuovo Paese ove risiede. In questo caso la Spagna.

Le dichiarazioni dei redditi hanno una scadenza. Cioè il Ministero de Hacienda non ci può chiedere nulla che sia oltre i cinque anni.   

Da quest’anno è andato in vigore (e per sempre) da parte del Ministero de Hacienda il controllo sui pensionati residenti all’estero.

Ricordandoci dei cinque anni, ci chiedono quindi di mostrare loro la nostra dichiarazione dei redditi presentata nel 2015 (2015+5anni=2020).

Quindi nel caso non riceviate alcuna “carta de requerimiento” (lettera di accertamento) entro il 30 giugno del 2020, potrete tirare un sospiro di sollievo perché i termini sono scaduti e non vi potranno chiedere più nulla per il 2015.

A questo punto possono accadere due cose:

  • la prima, se il pensionato INPS ha presentato sempre la dichiarazione dei redditi in Italia e mai in Spagna cosa succede? La Spagna gli chiederà di versare purtroppo le imposte anche qui e dovrete pagare vostro malgrado un’altra volta le tasse che avevate già versato in Italia.

Ricordo, Italia e Spagna si sono messe d’accordo sul fatto che i pensionati debbano pagare le tasse solo in  un paese e cioè quello di residenza, ma se noi non lo chiediamo prima all’Italia e poi lo dichiariamo alla Spagna saremo colpiti inevitabilmente due volte. La legge ci aiuta, ma siamo noi che dobbiamo seguirla.

  • la seconda, il pensionato ha ottenuto finalmente la defiscalizzazione della pensione e pertanto da quest’anno riceverà la pensione dall’Italia comprensiva delle imposte che sappiamo però dovrete dichiarare e pagare in Spagna. Percepirà la pensione per esempio dal mese di ottobre 2019 al lordo. L’anno prossimo quindi presenterà la dichiarazione dei redditi del 2019 in Spagna. Adesso però c’è il problema che l’anno prossimo la Spagna ci tornerà a chiedere questa volta dei redditi del 2016. Cosa fare? Una volta ottenuta dall’INPS la defiscalizzazione della pensione, sempre con il Patronato, occorre immediatamente richiedere all’INPS questa volta la sede di Pescara (ma lo farà il Patronato), la restituzione di tutte le imposte versate in Italia solo per gli ultimi 48 mesi. Così facendo il pensionato riceverà indietro dall’Italia tutte le tasse versate in Italia negli ultimi 4 anni e poi presenterà in “modo volontario” la dichiarazione dei redditi alla Spagna per quei 4 anni. Ci sarà da pagare una piccola mora ma mai l’intera somma delle imposte qualora non dichiariate. Fate attenzione. Vi risparmierete molti soldini.
  • ho dei casi in cui delle vedove si sono trovate nei pasticci. I loro mariti defunti, avevano provveduto alla defiscalizzazione della pensione, purtroppo non ebbero tempo di perfezionare le pratiche prima del loro decesso, cosicché le vedove stavano percependo interamente al lordo le pensioni senza dichiararle al fisco spagnolo. Gravissimo caso che stiamo cercando di risolvere mediante il versamento delle somme dovute in modo volontario. Non incorrete in tale caso. E’ grave.

Passiamo adesso a parlare dei pensionati della Pubblica Amministrazione o definiti INPS ex INPDAP, in quanto erano dell’INPDAP e poi transitati all’INPS.

La Legge all’articolo 19 “Funzioni Pubbliche”, dice che le pensioni erogate  dalla Pubblica Amministrazione  sono soggette alle imposte presso lo Stato che le corrisponde cioè che le paga.

Se a me l’Italia mi paga la pensione statale, le imposte dovrò versarle solo  in Italia e non in  Spagna, a meno che io non abbia acquisito la nazionalità del Paese ove risiedo.

Nel senso che se divento spagnolo, perdendo la nazionalità italiana, l’Italia mi dovrà corrispondere la pensione intera senza sottrarmi le imposte, imposte che poi dovrò però versare alla Spagna con la mia annuale dichiarazione dei redditi.

Concludo questa semplice spiegazione con la speranza che tutto sia chiaro aggiungendo una piccola nota per coloro che invece possiedono come redditi non solo pensione ma beni di varia natura.

Ricordo quindi agli  italiani residenti in Spagna delle principali novità introdotte dal Real Decreto 1558/2012 del 15 novembre, nel quale tra le altre cose si stabilisce l’obbligo d’informazione sui beni di proprietà e sui diritti situati all’estero (cioè fuori dal territorio spagnolo, per esempio in Italia).

E’ una OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA necessaria sulla base dell’Ordine HAP/72/2013 del 30 Gennaio 2013, con cui si approvava il Modulo 720, per la dichiarazione dei citati beni.

Il suddetto documento stabilisce L’OBBLIGO di presentare una DICHIARAZIONE INFORMATIVA annuale, tra il 1° gennaio ed il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’informazione, riguardante i beni di proprietà, i diritti situati all’estero, appartenenti alle persone fisiche residenti in Spagna, alle società spagnole, alle succursali di società estere ed altri enti.

E’ in effetti una direttiva europea a cui  la Spagna ha avuto l’obbligo di aderire.

La dichiarazione informativa, Mod. 720, può essere presentata o per internet o con un Consulente fiscale.

Per qualsiasi informazione

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