La minaccia del Brexit sembra per il momento sospesa fino a ottobre, ma la forte domanda verso le destinazioni concorrenti, secondo gli imprenditori del CEHAT (Confederazione Spagnola di Alberghi e Alloggi Turistici) ha messo a repentaglio una stagione che ci si aspettava molto positiva.

La concorrenza di paesi come la Grecia, la Turchia, la Tunisia, l’Egitto, la Croazia e la Bulgaria, che sono riusciti a stabilizzare la loro situazione economica e politica, e a praticare prezzi aggressivi, ha fatto sì che molti clienti non andassero in Spagna quest’estate.

Nelle Isole è stata rilevata una diminuzione delle slots orarie, dei diritti di atterraggio e di decollo delle compagnie aeree, 60 voli al giorno in meno, dai 400 voli effettuati in media.

Gli albergatori spagnoli hanno espresso preoccupazione per l’andamento delle prenotazioni effettuate per questa estate e dicono che la stagione è stata caratterizzata da incertezze e da un calo soprattutto nel mercato tedesco e nordico.

Secondo l’agenzia Europa Press che questi ultimi sarebbero in parte compensati da altri mercati come quello americano e russo.

Il presidente della Confederazione Spagnola di Alberghi e Alloggi Turistici (CEHAT), Juan Molas, ha espresso preoccupazione per le nuvole che si addensano sul turismo spagnolo.


La minaccia del Brexit e l’uscita del Regno Unito dall’Europa sembrano sospese fino alla fine di ottobre, ma la forte domanda di destinazioni concorrenti, competitive soprattutto nei prezzi, mette a repentaglio una stagione turistica che si prevedeva fosse molto positiva.

La concorrenza di diversi paesi come la Grecia, la Turchia, la Tunisia, l’Egitto, la Croazia o la Bulgaria, che sono riusciti a stabilizzare la loro situazione economica e politica, ha fatto perdere molti clienti quest’estate.

Gli albergatori sono preoccupati per le cifre contrastate relative al calo del mercato tedesco in destinazioni specifiche come le Isole Canarie e le Isole Baleari.

Hanno inoltre riconosciuto che il mercato nordico in generale presenta delle debolezze.

Una diminuzione che dovrebbe essere compensata da altri mercati come gli Stati Uniti, dalla rinascita del mercato russo o dalla crescita lenta, ma costante del mercato asiatico.

Gli albergatori notano anche una certa ripresa del turismo urbano, soprattutto in città come Madrid e Barcellona, a cui si aggiungono altre destinazioni sempre più in via di sviluppo come Malaga, San Sebastian, Valencia, Bilbao, Siviglia e Granada.

Ha detto Molas che certamente gli albergatori sono interessati a questi dati come ad esempio il calo delle slot orarie nelle Isole e delle prenotazioni e guardano con preoccupazione al fatto che al momento non c’è stata nessuna zona della Spagna che abbia fatto il tutto esaurito.

In altri anni già si era registrato il pieno per almeno dieci giorni al mese.

Carlo Zappata