Questo mese l’arca del mistero si dirige al nord della nostra cara isola per raccontare le vicende oscure e misteriose avvenute in un luogo che attualmente viene frequentato da moltissimi campeggiatori e amanti della carne alla brace.

Foto di Cristiano Collina

In pochi ormai ricordano i racconti degli anziani relativi a un luogo che oggi prende il nome di “Parque La Tahona”, un luogo tranquillo attrezzato come zona picnic nel mezzo delle pinete di Tenerife.

Questo luogo però è famoso per essere un luogo circondato da un’aria pesante, oscura e, per gli anziani del posto, un posto da evitare accuratamente in quanto protagonista di eventi paranormali e dove per regola generale non si doveva mai rimanere soli.

Questo luogo fu scelto per secoli da sciamani e streghe come luogo dove celebrare rituali e riunioni, proprio per la concentrazione di energie negative che impregnano le rocce circostanti.

Uno degli eventi più sconcertanti avvenuti nella zona, avvenuto il secolo scorso, è capitato a un signore di nome Eugenio González.

Dalle testimonianze riportate, questo povero sventurato una notte si era recato al monte per cacciare ma presto da predatore si trasformò in preda.


Arrivato nella radura della Tahona sente il rumore di un cavallo che si muoveva tra le piante dietro alle sue spalle. Inizialmente pensando a un altro cacciatore meglio attrezzato resta fermo aspettando di vedere uscire dal bosco il cavaliere e scambiare due chiacchiere prima di proseguire.

Mentre il rumore degli zoccoli si faceva sempre più forte, iniziò a soffiare uno strano vento gelido e il cielo stellato si annuvolò rapidamente.

All’improvviso dall’oscurità del bosco appare un cavallo nero, magro e con un aspetto spettrale, cavalcato da un uomo con un’armatura spagnola antica e di cui non poteva vedere il viso.

Difronte a quella visione si rese conto di essere davanti a qualcosa di non naturale e preso dalla paura lasciò cadere a terra il fucile e iniziò a correre verso il paese, il cavaliere estrasse una spada ossidata dalla guaina e iniziò un inseguimento lungo la ripida pendenza del bosco.

Il cacciatore, ottimo conoscitore della zona riesce a nascondersi in un anfratto dove aspetta pazientemente che il rumore degli zoccoli si allontani e sparisca.

Dopo varie decine di minuti, il signore recupera la respirazione e decide di continuare la discesa verso il paese cercando di fare il minor rumore possibile.

Uscendo dalla grotta percorre poche decine di metri quando assiste a uno scontro tra due gruppi di esseri spettrali.

Secondo il racconto da un lato vi erano fantasmi poco vestiti e armati di lance e bastoni che lottavano con un altro gruppo con caratteristiche simili al cavaliere visto anteriormente.

La lotta brutale tra loro fu tremenda ma fortunatamente nessuno sembrava prestare attenzione al povero malcapitato.

Approfittando della situazione il cacciatore continua la discesa e arriva alle tranquille strade del paese della Matanza.

Il giorno successivo si rivolge alle forze dell’ordine per relazionare sull’accaduto sperando di trovare una possibile risposta coerente ai fatti vissuti.

Facendo un poco di ricerca risulta che effettivamente nella zona si sia verificata una battaglia tra un gruppo di Guanches e milizie spagnole.

Secondo alcuni in seguito alla ferocia dello scontro la zona potrebbe essere stata caricata da energie paranormali e questo provoca l’apparizione di soldati fantasma, che ripetono all’infinito lo scontro ed è plausibile che la concentrazione sia così alta da provocare la materializzazione di spettri che possono interagire con i vivi.

Ognuno è libero di credere o meno ai fenomeni paranormali, ma la nostra raccomandazione è di andare a divertirsi nella zona picnic durante il giorno, e non lasciarsi tentare dalla curiosità dopo il calare del sole.

Loris Scroffernecher