Tra le notizie di quest’estate ci sono le alte temperature raggiunte nell’emisfero settentrionale e l’eccezionale scioglimento dei ghiacci in Groenlandia che ci consente di informarci e riflettere sul clima e sui cambiamenti climatici.

Il clima nelle Isole Canarie è subtropicale oceanico, con temperature mitigate tutto l’anno dal mare e in estate dagli alisei.

Scrive il giornale ABC di Spagna: “Gli alisei segnano tutto nelle Isole Canarie: determinano il loro clima, modellano i loro vulcani, tengono a bada “las calimas” del Sahara quasi tutto l’anno, alimentano il ciclo naturale che arricchisce l’Atlantico …” …diceva anche… che alla fine del mese di luglio i venti alisei sono serviti, in buona parte, per isolare delle alte temperature dell’ambiente africano e del continente europeo.

Le Isole Canarie si trovano nella zona di transizione tra il mondo temperato e quello tropicale.

In realtà, a causa della sua posizione e della gamma di fattori che lo compongono, è molto difficile definire un clima specifico, poiché a seconda dell’isola in cui ci troviamo e del suo settore, possono essere stabilite diverse caratteristiche climatiche.

Ecco perché, la parola più nominata quando si parla del clima delle Canarie è quella dei microclimi.


Considerando la posizione delle Isole Canarie, molto vicine al continente africano, corrisponderebbe a loro un clima caldo e secco, ma la combinazione di venti, correnti marine e centri di azione climatologiche rende il clima e le temperature  delle Isole notevolmente stabili e meno calde di quelle che si aspetterebbe nella loro latitudine.

Prova di ciò è Tenerife che verifica  curiosi contrasti tra il nord e il sud dell’isola.

La pendenza dell’isola esposta agli alisei è caratterizzata da un ambiente più umido e da piogge più frequenti nelle aree mediane e sulle cime.

L’imponente mare di nuvole che può essere visto dai punti più alti di Tenerife non è altro che la massa di nuvole che si scontrano con le pendici delle montagne e ristagnano al raggiungimento del nord dell’isola.

Lo scarico di acqua e umidità giova alla vegetazione e alla flora di queste regioni, ma anche alle gallerie d’acqua sotterranee.

Nello stesso processo, le vette di Tenerife proteggono il sud dell’isola dall’azione di queste nuvole, garantendo un clima estivo durante tutto l’anno, specialmente nelle zone costiere.

Calima è il termine locale con cui viene descritta la presenza di polvere sospesa dal continente africano nelle Isole Canarie (principalmente dai deserti del Sahara e del Sahel).

Quando c’è calma, l’aria assume un aspetto denso, riducendo la visibilità.

Negli episodi più forti l’aria diventa di colore rossastro.

Nelle tempeste di sabbia, le particelle hanno dimensioni molto eterogenee, le più grandi precipitano non lontano dalla sorgente, continuando le più leggere a grandi distanze trasportate dal vento alle Isole Canarie.

Le particelle di sabbia fine rendono l’aria densa e la visibilità diventa qualcosa di simile a quello vissuto durante una fitta nebbia.

Queste nuvole di polvere sono visibili nelle foto satellitari come un bianco latte nell’ombra grigia, simile alla nebbia.

Nelle Isole Canarie la calima proviene dal Sahara, il più grande deserto caldo del mondo che invia onde di polvere nell’Atlantico e in Europa, da almeno 4,6 milioni di anni.

Si verifica specialmente a Lanzarote, Fuerteventura e Gran Canaria, le isole più esposte al continente africano.

CHE COSA È IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Innanzi tutto è necessario chiarire due concetti che, sebbene strettamente correlati, vengono spesso erroneamente considerati sinonimi: cambiamento climatico e riscaldamento globale.

C’è una differenza importante, e cioè che il riscaldamento globale è la causa dei cambiamenti climatici, ovvero l’aumento della temperatura del pianeta causata dalle emissioni nell’atmosfera di gas serra derivati ​​dall’attività umana, sta causando variazioni del tempo che non si verificherebbero naturalmente.

La Terra si è già riscaldata e raffreddata in altre occasioni naturalmente, ma la verità è che questi cicli sono sempre stati molto più lenti, necessitando milioni di anni, mentre ora e come conseguenza dell’attività umana, stiamo raggiungendo livelli che altre volte portarono estinzioni in soli duecento anni.

Il cambiamento climatico è una sfida globale che non ha confini e che per combatterlo richiede un lavoro coordinato da parte di tutti i paesi.

In che modo il cambiamento climatico ci influenza?

Questo aumento globale della temperatura porta conseguenze disastrose che mettono in pericolo la sopravvivenza della flora e della fauna terrestri, compresi gli umani.

Tra gli impatti dei cambiamenti climatici, lo scioglimento della massa di ghiaccio ai poli, che a sua volta provoca l’innalzamento del livello del mare, provoca inondazioni e minaccia le coste costiere – anche i piccoli stati insulari sono a rischio di scomparsa -.

I cambiamenti climatici aumentano anche il verificarsi di eventi meteorologici più violenti, siccità, incendi, morte di specie animali e vegetali, tracimazione di fiumi e laghi, comparsa di rifugiati climatici e distruzione di mezzi di sussistenza e risorse economiche, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Maria Elisa Ursino