Pico de las Flores

Questo mese l’arca del mistero naviga tra le acque dell’oscurantismo dei governi quando si verificano casi paranormali riportati da personale qualificato e con incarichi lavorativi rilevanti.

In questa sezione ci siamo trovati spesso a raccontare casi di UFO in Canaria storicamente notevoli e antecedenti al 1980.

Dopo questa data improvvisamente sembra che nei giornali locali, televisioni e radio ci sia stato un assoluto silenzio relativo al tema navi non identificate.

Dal 1980 fino ai giorni nostri in realtà i casi di avvistamento in Canaria sono stati moltissimi ma nessuno è stato preso in considerazione dai mezzi di comunicazione tradizionali e addirittura si è creata una corrente anti UFO che nei social network e in vari blog si occupa di denigrare i testimoni di fenomeni strani come “cospiranoici” e creduloni.

Uno scrittore famoso in Canaria come Ricardo Martín, conosciuto per  aver raccolto lo scettro del suo mentore Paco Padrón di cui abbiamo già raccontato varie esperienze che lo hanno visto protagonista,  è stato testimone di vari eventi paranormali.

Agli inizi degli anni ’90, preparando un evento a livello nazionale, Ricardo si trova in una zona chiamata Pico de las Flores, situata a circa 15 chilometri lungo la strada che dalla Esperanza porta al Teide.


Appena arrivato sul posto il cielo era splendido e si poteva vedere il manto stellato del firmamento grazie all’assenza di contaminazione luminosa.

All’improvviso una bruma spessa circonda il cronista e lo immerge in una nebbia che impedisce di vedere i contorni dell’auto con cui era arrivato sul posto.

Sconsolato, ormai pensava all’occasione persa di osservare fenomeni nel cielo, però dopo qualche decina di minuti all’improvviso la nebbia si apre come fosse tagliata da un coltello invisibile e nel cielo appare una sfera brillante di piccole dimensioni.

In pochi secondi la sfera acquista velocità e senza produrre nessun tipo di rumore sparisce in direzione di Las Palmas.

Nel decennio del 2000 un tecnico che lavorava per l’istituto oceanografico di Canaria, incaricato di prospezioni sottomarine e molto reputato nelle isole per le sue investigazioni, fu il protagonista di un altro evento poco comune.

L’ormai pensionato ricercatore era al comando di una spedizione con l’incarico di studiare i fondali marini vicino alla costa della spiaggia della Tejita nel sud dell’isola.

Lo scopo dello studio era trovare un luogo adatto dove depositare alcuni scheletri di aerei e veicoli pesanti perché potessero essere usati come zone di riproduzione dei pesci.

Durante le prospezioni con l’ecoscandaglio, sugli schermi della nave apparve un oggetto di grandi dimensioni e di forma circolare appoggiato nel letto marino.

Dopo ripetuti passaggi risultò evidente che non si trattava di una forma naturale e quindi lo scienziato comunicò la scoperta alla marina militare sperando di ricevere da parte loro una spiegazione.

I militari dopo aver ascoltato attentamente il racconto chiedono di non far approdare la nave nel porto.

Si dirigono direttamente al comando militare per un rapporto e mostrare le immagini raccolte.

Quando il gruppo di scienziati mostrò le immagini, subito vennero prese in custodia per un’analisi approfondita e non furono mai restituite. 

La versione ufficiale è che si erano perse durante il loro trasferimento.

Nella decade attuale invece è apparsa una comunicazione tra un pilota di un aereo di linea in direzione Tenerife sud e la torre di controllo. 

L’esperto pilota dichiara che a ore 11 sta vedendo un oggetto grande come un campo di calcio e con una strana forma.

La torre di controllo sul radar non vede nulla a parte dell’aereo in arrivo e un altro più lontano che sta percorrendo lo stesso corridoio del cielo.

Per cercare spiegazioni al fenomeno la torre  chiama la seconda aeronave e chiede ai piloti se vedono qualcosa di strano, ma trovandosi ancora a vari chilometri dalla zona segnalata dal primo comandante, rispondono che non vedono nulla di strano.

Quando l’aereo atterra l’equipaggio di cabina dell’aereo viene portato in una stanza dove dei militari raccolgono il rapporto completo di ciò che hanno visto, chiedendo ai piloti di non divulgare informazioni sull’incidente.

Loris Scroffernecher