La costa più soleggiata di La Palma, per intenderci la zona di Valle de Aridane, non solo è nota perché i suoi abitanti possono godere di più ore di luce, ma tristemente anche per uno sviluppo del turismo pari a zero negli ultimi decenni.

Negli ultimi 30 anni nessun hotel è stato costruito, impedendo così all’economia di generare occupazione, e l’ultimo complesso eretto è stato quello della Hacienda de Abajo, una struttura in realtà lontana da quella costa soleggiata, indubbiamente affascinante ma decisamente molto di nicchia, basti pensare che non è consentito ai minori di soggiornarvi.

L’Assessore all’Urbanistica di Los Llanos de Aridane Manuel Perera, dichiara che risulta difficile capire come mai da oltre 3 decenni nessuno abbia pensato di sfruttare potenzialità indiscusse, benché sia dell’opinione che le valutazioni fatte fino a oggi siano state più personali che politiche e che sicuramente non siano mai state votate allo sviluppo turistico.

A questo si aggiunge il velato timore che la diversificazione dell’economia potrebbe in qualche modo mettere a repentaglio il settore delle banane, le cui piantagioni si estendono lungo la costa, e i relativi finanziamenti fino a oggi dedicati.

L’ultimo e unico resort sulla costa di Valle de Aridane è l’hotel Sol, recentemente ristrutturato, mentre Los Cancajos, la zona sul lato opposto dell’isola e quindi la meno soleggiata, ha più hotel e strutture ricettive di tutta la costa della regione occidentale.

Il controverso imprenditore basco César Gil, impegnato in una lunga querelle con il gruppo al governo di Tazacorte dopo il fallito tentativo di sviluppare l’area portuale, ritiene che il problema di questo territorio sia la manipolazione fatta dal 2001 da alcuni politici incoscienti e da diversi pseudo imprenditori locali.


Gil, che ha chiesto di costruire un hotel con 250 camere, ha trovato terreno ostile, tanto da dover ricorrere alle vie legali.

Gonzalo Pascual, responsabile della Pianificazione, è più cauto nelle sue esposizioni riguardo alla cosa: uno dei maggiori problemi di La Palma è l’acquisto dei terreni.

Uno spazio sufficientemente grande per poter essere destinato a sviluppo urbano e turistico, precisa, è frammentato in più proprietari, ognuno con i propri pensieri e interessi, e generalmente solo un paio si mostra d’accordo nella eventuale trattativa di vendita.

Pascual conosce la problematica, visto che ha acquisito terreni per le terme della Fuente Santa e non senza difficoltà.

Sono stati concordati investimenti anche tra amministratori locali con il promotore, senza mai renderli concreti e Hoyas Resort SA aveva raggiunto un accordo con l’Ayuntamiento di Tazacorte per la costruzione di un hotel a 4 stelle con 900 posti letto, unito a un centro immersioni: il compromesso era stato firmato, ma i lavori non sono mai partiti.

La mancanza di interesse e di impegno nei confronti del turismo si riflette non solo negli hotel, basti considerare la recente apertura del centro di la Cueva de las Palomas per sfruttare le potenzialità attrattive del tubo vulcanico, quando a Lanzarote sono ormai 50 anni che si fa.

La Palma ha molti più vulcani di Lanzarote e molti di essi recenti, eppure il turista medio si ricorda più della seconda isola che della prima; succede analogamente con El Roque, dove a fianco dell’importanza dell’astrofisica e dei telescopi, esiste il fatto che i visitatori si devono portare da casa il caffè visto che non esiste nessun punto di ristoro.

In realtà recentemente il consiglio comunale di Los Llanos de Aridane ha fatto un passo avanti per cercare di ribaltare una situazione paradossale e ristagnante, con l’approvazione del Instrumento de Planificación Singular Turística de Puerto de Naos, un ordinamento che riguarda circa 280mila metri quadrati dove sono previsti 2.500 posti letto.

Vi sono promotori che hanno aspettato decenni per attuare i loro progetti alberghieri, alcuni hanno optato per altre coste delle Canarie, qualcuna decisamente meno soleggiata ma più aperta allo sviluppo.

Pascual è convinto che ora che esistono gli strumenti urbanistici in grado di salvaguardare legalmente gli investitori, in breve tempo sorgeranno numerosi cantieri, ma di tutt’altro avviso è un imprenditore come Gil che afferma che a La Palma a volte il denaro viene letteralmente buttato, come nel caso del porto di Tazacorte, dimenticando che la tutela deve essere reciproca, sia per le opere pubbliche che per quelle private.

Franco Leonardi