Cartografía de la isla de El Hierro. Olivia M. Stone

Questo mese l’arca del mistero viaggia nel tempo per raccogliere alcuni strani parallelismi su fenomeni paranormali che sembrano ripetersi.

Fino al 17 dicembre 1903 nel mondo nessun umano aveva volato con mezzi a motore ed in Canaria fino al 1880 nessuno aveva utilizzato strumenti tecnologici non motorizzati per staccarsi da terra.

Nel caso specifico utilizzando una mongolfiera trasportata fino alle isole in barca.

Partendo da queste premesse risulta complicato poter spiegare alcuni fenomeni accaduti alla fine del 1700 nelle isole occidentali dell’Arcipelago.

Il primo caso avvenne il 10 ottobre del 1785, il comandante della marina Juan Antonio Urtusáustegui assegnato alla protezione dell’isola del Hierro, dalla finestra dell’abitazione vede una luce molto luminosa che da sotto la superficie del mare inizia a sollevarsi lentamente verso la terraferma.

Secondo la descrizione fatta dal militare questo oggetto aveva una forma cilindrica con delle dimensioni paragonabili a quelle di un galeone, emetteva una forte luce rossa simile al fuoco scatenato in un incendio e si muoveva lentamente sollevata vari metri sul terreno.


Questo oggetto continuò il percorso quasi rettilineo fino alla zona chiamata punta de la Dehesa, lasciando dietro di sé una scia luminosa di color bianco che sembrava acquisire più luminosità con il passare del tempo.

Arrivato al limite dell’isola, all’improvviso sparì come se avessero chiuso l’alimentazione delle lanterne a gas delle case.

Per gli appassionati di ufologia risulta piuttosto semplice ricollegare questo oggetto con le navi a forma di sigaro descritte in molti racconti moderni, tra cui uno avvenuto nelle stesse zone descritte e in circostanze simili ma nell’aprile del 2006.

L’illustre rappresentante della forza militare protagonista dell’avvistamento di oltre due secoli fa però fu testimone anche di un altro caso importante pochi mesi prima e più specificamente a marzo dello stesso anno.

Il 2 marzo 1785 alle sette del mattino, Juan Antonio si trovava su una nave a poca distanza dal porto del Hierro quando vide nel cielo un oggetto descritto come una palla di color nero che viaggiava parallelo al mare molto rapidamente a un altezza poco più alta dei pennoni dei velieri.

Questo oggetto, dopo aver superato la zona dove si trovava la flotta, prende velocità e all’improvviso scompare lasciando un effetto come di nebbia nell’aria e producendo un rumore così forte da poter essere paragonato alla cannonata di un pezzo di grandi dimensioni.

Oggi sappiamo che un oggetto quando supera la barriera del suono produce un rumore molto simile e quindi possiamo considerare che l’oggetto si trovasse in accelerazione nel momento della sua strana scomparsa.

Secondo le dichiarazioni dei marinai che assistettero al fenomeno si tratta di una grossa sfera di color nero brillante simile a una palla di cannone ma con dimensioni decine di volte più grande.

Dietro di sé sembrava lasciare un alone luminoso semi trasparente e fino al momento della sua sparizione non produceva nessun rumore.

In principio si potrebbe attribuire l’evento a un meteorite però le sue caratteristiche e la capacità di accelerare in traiettoria orizzontale sembra contraddire questa possibilità.

Anche in questo caso si può trovare un parallelismo con un velivolo visto al largo di Tenerife tra  Anaga e Taganana nel 1996, dove un oggetto simile fu visto all’orizzonte per poi scomparire all’improvviso nel mare.

Loris Scroffernecher