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    Gli italiani vogliono la casa

    Come molti avranno letto nei diversi articoli rimbalzati sui social, gli Italiani risultano, in proporzione tra gli stranieri, i maggiori compratori di immobili residenziali nell’arcipelago canario.

    Riassumendo in breve, nell’articolo si legge che la comunità italiana nell’arcipelago è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, divenendo attore principale delle operazioni di compravendita di immobili residenziali realizzate da parte di cittadini stranieri.

    Il dato risulta ancora più rilevante se si considera che le Canarie sono la seconda comunità autonoma spagnola nella quale gli stranieri comprano case in maggior proporzione.

    Il 28,5% delle operazioni totali, in concreto tre su ogni dieci compravendite, è concluso da parte di cittadini di nazionalità non spagnola.

    Le cifre dimostrano che gli Italiani nel giro di tre anni sono diventati i maggiori acquirenti nelle isole, superando gli Inglesi che, fino al 2016, rappresentavano la fetta più grande del mercato.

    L’apparizione dei compratori dello Stivale va di pari passo con il trasferimento nelle isole Canarie.

    Dal 2015, quella italiana è la nazionalità straniera maggioritaria, superando quella inglese e tedesca.


    In quest’ultima decade la popolazione italiana nelle isole è aumentata del 70%.

    Se nel 2010 la stessa comunità era formata da 28.497 persone, al 1° gennaio 2019 la cifra già era aumentata a 49.170, come certificato nel registro tenuto dall’Istituto Nazionale di Statistica e si tratta cifre che ad oggi sono ancora provvisorie.

    Il dato che balza agli occhi, e che forse più di tutti risulta interessante, riguarda la proporzione tra presenza turistica e mercato immobiliare.

    Infatti, se si analizzano le cifre, le percentuali cambiano di molto se si considera quanto sia nettamente inferiore la presenza degli Italiani come turisti (circa 490.000 persone nel 2018) rispetto alla rilevanza acquisita nel mercato delle compravendite immobiliari.

    Vale a dire, in parole povere, che gli Italiani sono molto più inclini ad investire ed installarsi nell’arcipelago rispetto alle altre nazionalità presenti nelle isole.

    Comprare casa è un’esigenza

    Sicuramente le contingenze economiche nelle quali versa ormai da anni la madrepatria permettono ampie speculazioni sull’opportunità o meno di investire al di fuori dei suoi confini, tuttavia il fenomeno non è considerabile solo ed esclusivamente di natura economica.

    Per gli Italiani, l’acquisto di una casa rappresenta ancora una tappa fondamentale della vita.

    La centralità della casa nel ménage familiare è innegabile.

    Fortemente legata al concetto di patrimonio e di risparmio, permane nella stessa famiglia per più generazioni, costituendo spesso una fonte di reddito per i più fortunati.

    Da sempre siamo abituati a pensare che essere proprietario di casa faccia la differenza, che sia uno spartiacque per la qualità di vita (sicuramente vero in Italia, seppur con i dovuti distinguo), ed è quindi da sempre che intendiamo la proprietà immobiliare come l’investimento per eccellenza.

    Rispetto a paesi più avvezzi all’utilizzo e al mantenimento di un patrimonio liquido, ciò che ci caratterizza è ancora la controtendenza a trasformare la liquidità in beni solidi, come appunto gli immobili. 

    Non v’è dubbio che tale tipo di propensione all’acquisto sia qualcosa di radicato geneticamente nella nostra cultura, e non c’è quindi da stupirsi se, nel momento in cui l’attenzione si è rivolta all’estero, il primo degli investimenti valutati sia stato proprio il mattone.

    Davide Felici

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