Si tratta di lavoratori solo formalmente indipendenti, poiché di fatto la loro attività è vincolata esclusivamente ad un’azienda che impone orari ed obblighi, esattamente come ai lavoratori dipendenti, senza però offrire loro gli stessi diritti e i benefici stabiliti dalla legge.

Si tratta di una formula d’impiego illegale attraverso la quale le aziende risparmiano sui costi della Seguridad Social in modo considerevole a scapito del singolo lavoratore: nessun diritto al TFR, nessun diritto al congedo per malattia, nessun riconoscimento degli scatti di anzianità, seguridad social interamente a carico del lavoratore  ecc.

Il Governo, nell’ottica di eradicare questa pratica che, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (INE) comporta una perdita per le casse della Previdenza Sociale di quasi 600 milioni di euro annui, ha progressivamente inasprito le conseguenze per coloro che decidono di avvalersi di falsi autonomi.

Di quali conseguenze si tratta?

Qualora l’ispettorato del lavoro rilevasse una frode, l’azienda sarebbe costretta a registrare il lavoratore presso la S.S., versare  le quote non pagate con un sovrapprezzo, stabilito in base a parametri quali il salario del lavoratore, il tempo di assunzione fraudolento, ecc., e firmare un contratto a tempo indeterminato con il dipendente.

Inoltre, poiché il Governo, così come le principali associazioni che rappresentano i professionisti autonomi, considerano questa pratica come concorrenza sleale, sono state introdotte sanzioni economiche aggiuntive che, in base all’entità della violazione commessa, possono variare da € 3.126 a € 10.000 per lavoratore.


Avv. Elena Oldani