Le cosiddette pseudo terapie, o terapie alternative a quelle allopatiche (fondate cioè sulla medicina tradizionale), stanno causando ogni anno in Spagna tra i 1.210 e i 1.460 morti, stando al rapporto diffuso dalla APETP, Asociación para Proteger al Enfermo de Terapias Pseudocientíficas.

Obiettivo del lavoro svolto dall’associazione, è stato quello di stimare il numero delle persone che ogni anno in Spagna sono vittima di terapie carenti di basi scientifiche, benché gli stessi autori abbiano precisato che, a causa della mancanza di un bagaglio di studi sufficiente in merito, i dati esposti siano piuttosto approssimativi.

L’attuale numero di morti come conseguenza delle terapie alternative, afferma l’associazione, potrebbe infatti essere di molto superiore alle migliaia di unità, considerando che solo il 5% della popolazione spagnola ammette di essersi affidato a una delle pseudo terapie; senza considerare inoltre, insiste la APETP, il danno economico sopportato da coloro che in un qualche modo sono stati ingannati e truffati.

Ma vero scopo dello studio effettuato senza fini di lucro, è quello di dimostrare che la risoluzione del problema rimarrà ancora molto lontana se tutti gli attori politici e sociali non vorranno considerare quello della lotta alle pseudo terapie un compito di responsabilità statale.

L’assenza in questo senso di controllo da parte delle autorità sanitarie permette l’esistenza di almeno 18mila centri che, in barba alla legge, offrono terapie alternative ad esempio agli ammalati di cancro, dando loro false speranze e in molti casi spillando tanti soldi.

Gli esperti hanno richiamato quindi l’attenzione sulla necessità che i governi e le autorità in generale affrontino la questione affinché venga ripristinato il rispetto delle leggi sanitarie e diminuisca il numero dei morti per i gravi effetti di terapie non convenzionali.


Secondo un sondaggio della FECYT (Fundación Española para la Ciencia y la Tecnología), non solo un 5% degli spagnoli avrebbe ammesso di essersi avvalso di terapie alternative, ma il 40% lo ha fatto presso centri regolarmente aperti ma non legali e il 17,4% si è rivolto a persone che si sono dichiarate professionisti, accogliendoli a domicilio.

Questo significa che circa il 57% degli spagnoli sarebbe venuto in contatto con pseudo terapie a rischio della propria vita.

Le stime contenute nel rapporto della APETP mostrano inoltre che tra 550 e 800 persone affette da cancro sono morte dopo aver abbandonato le cure mediche tradizionali, come la chemio, per affidarsi a quelle alternative; ma sarebbero aumentate del 470% le morti di donne con cancro al seno che nel 2018 hanno fatto ricorso a trattamenti con convenzionali.

Gli autori dello studio hanno quindi fatto diverse allusioni agli effetti avversi prodotti dall’omeopatia in generale, sottolineando che 1.159 persone avrebbero avuto gravi conseguenze di salute e 4 sarebbero morte.

La bioneuroemozione, la biodecodificazione, la dianetica o Nuova Medicina Germanica, sono altre pseudo medicine alternative, da molti definite vere e proprie sette, che procurano i maggiori danni sui bambini e sui neonati; per tutti si ricorda due bambini molto gravi in seguito a questi trattamenti e il bambino di Olot morto per difterite per non essere stato vaccinato.

Queste situazioni, afferma il ricercatore Roi Piñeiro, non rappresentano un problema specifico o locale, bensì si riscontrano in tutti i paesi sviluppati del mondo; il vero nocciolo della questione, ribadisce, è scoprire quante morti effettivamente le pseudo terapie provocano ogni anno e diffonderne i dati, al fine di sensibilizzare la popolazione.

Franco Leonardi