L’Unione Europea ha assegnato una quota specifica di tonno rosso alle isole Canarie, Azzorre e Madera, in accordo con la Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico ICCAT, l’organo incaricato a stabilire ogni anno le quote che possono essere pescate, per favorire la conservazione della specie.

L’annuncio è stato dato durante la ventunesima riunione straordinaria della Commissione tenutasi a Dubrovnik, dal vice Ministro del Settore Primario delle Canarie Abel Morales, che ha seguito personalmente le trattative dell’ICCAT in Croazia, insieme ai rappresentanti del sotto-settore peschiero canario.

La Spagna attualmente si avvale di una quota all’interno della Comunità Europea e a sua volta l’Arcipelago ha visto l’assegnazione di una sua propria quota in base alla flotta ufficiale di pescherecci a disposizione.

In realtà i pescatori e l’esecutivo canario non ritengono corretto il volume di cattura di tonno rosso assegnato e hanno per questo espresso disappunto, sottolineando che nella determinazione delle quote non sono stati utilizzati criteri obiettivi, legati alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, né è stata presa in considerazione una serie di incentivi alla pesca selettiva, come stabilisce il Regolamento Europeo.

Morales ha commentato dicendo che l’ICCAT ha accettato di sostituire il piano di recupero pluriennale di tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo con un singolo ordinamento, visto che lo stato attuale dello stock di questa specie non richiede il ricorso a misure di emergenza.

Quindi per il 2019-2020 il totale delle catture di tonno sarà pari a 32.240 tonnellate per il 2019 e 36.000 per il 2020, delle quali rispettivamente 17.623 e 19.460 corrispondenti all’Unione Europea.


Circa il tonno tropicale, come il pinna gialla ad esempio, la Commissione ha osservato come questa tipologia sia ormai sovra-sfruttata, ma, a causa di un mancato consenso durante la riunione, si è convenuto estendere le attuali misure anche per il 2019, senza alcuna limitazione.

Il Gobierno delle Canarie avrebbe richiesto il divieto temporaneo di pesca del tonno tropicale, soprattutto da parte di pescherecci che utilizzano particolari dispositivi nella zona del Senegal, Mauritania e Capo Verde, visto che la diminuzione di questa specie sta provocando comportamenti migratori che influenzano in modo significativo le attività dei pescherecci delle isole.

Redazione