Foto di Cristiano Collina

Il Cabildo di Tenerife ha recentemente annunciato che l’area naturale di La Caleta, per la precisione quella compresa tra le spiagge di Diego Hernández e di Los Morteros, sarà oggetto di puntuale controllo al fine di fermare la proliferazione del campeggio abusivo e conseguentemente dell’imbarazzante stato di degrado, come testimoniato dalle immagini rilasciate alcune settimane fa da una nave di diporto, e nelle quali si notava la presenza di capanne e tende che ospitavano persone senza alcun permesso, insieme a rifiuti e materiali vari.

La spiaggia di Los Morteros, nel comune di Adeje, è un’area di elevato valore ambientale, attualmente in evidente stato di degrado, invasa da immondizia e da individui che abitano in ripari improvvisati e nelle grotte; il vergognoso reportage della nave Bonadea II ha denunciato attraverso le foto pubblicate nel suo profilo Facebook, l’impatto negativo che il campeggio abusivo ha su aree catalogate come sito di interesse scientifico, oltre che naturale habitat di uccelli, tartarughe marine e altre specie costiere.

In breve si è di fronte a una situazione allarmante a cui le amministrazioni pubbliche competenti, ovvero il Consiglio Comunale, il Cabildo e il Governo centrale, cercano di porre rimedio con azioni mirate ogni anno: pulizie, ispezioni ed eventuale espulsione di abitanti abusivi.

Il sindaco si è rammaricato del fatto che, a dispetto di questi controlli che nell’ultima volta hanno portato all’espulsione di 15 persone, il campeggio abusivo è cresciuto notevolmente, con conseguente aumento del degrado circostante.

Le persone attualmente presenti ora a La Caleta, precisa il sindaco, e delle quali non si conosce il reale numero, avrebbero approfittato di una momentanea assenza della vigilanza per introdursi nell’area e stabilirvisi.

Il flusso dei senza tetto che decidono di accamparsi a La Caleta, afferma il responsabile dell’area, aumenta in particolare nelle stagioni di maggior passaggio turistico e all’arrivo degli europei sull’isola nel periodo che va da Carnevale a Pasqua.


Già alla fine del 2018 le tre istituzioni si erano incontrate per affrontare il problema, stabilire la data di una nuova riunione e le misure da attuare, come l’aumento della vigilanza e la pulizia del sito.

L’intervento più importante, ha affermato il sindaco, è la sorveglianza dell’intero tratto costiero, che vede impegnati gli agenti forestali e le forze dell’ordine; ogni volta che si abbassa la guardia, ha precisato, la situazione peggiora notevolmente e si deve ricorrere alla Guardia Civil per scacciare le persone dalla spiaggia (nell’ultimo caso sono state allontanate 62 persone e distrutte 85 costruzioni abusive).

Coloro che si insediano nell’area protetta di La Caleta commettono infrazioni molto gravi e previste nel decreto legislativo con il quale è stato approvato il testo revisionato in merito all’ordinamento del territorio delle isole e degli spazi naturali.

La Guardia Civil avvisò che da quel momento in poi le costruzioni e la residenza permanente in quel punto del litorale non sarebbero state tollerate, in quanto alterano l’habitat protetto.

Nel 2017 a essere cacciati furono oltre 100 trasgressori, alcuni di essi piuttosto aggressivi, come nel caso di quelli sfollati dalla spiaggia Diego Hernández.

I tre enti prevedono di riunirsi con una cadenza maggiore rispetto al passato, per valutare di volta in volta la situazione e, nel caso, per decidere gli eventuali provvedimenti, affinché La Caleta rimanga pulita e ben custodita.

Bina Bianchini