Tempo di bilanci per il turismo delle Canarie, dove, dai dati provvisori della Encuesta de Movimientos Turísticos en Frontera (Frontur) elaborati dall’INE e relativi ai primi 11 mesi del 2018, emerge un calo del 3,6% dei turisti e un aumento della spesa per visitatore pari all’1,6%.

In poche parole i 12,5 milioni di turisti avrebbero speso, durante i loro soggiorni sulle isole, 15.487 milioni di euro; nel solo mese di novembre le Canarie hanno accolto 1,9 milioni di visitatori internazionali, vale a dire il 4,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2017, realizzando un’entrata pari a 1.492 milioni di euro, ovvero l’1,2% in meno rispetto all’anno precedente.

La spesa media per turista nel mese di novembre è stata pari a 1.260 euro, con un incremento annuale del 3,4%, mentre la spesa media giornaliera è cresciuta di un 6,8%, che si traduce in 153 euro.

Sul fronte nazionale la Spagna ha ricevuto 78,4 milioni di turisti nei primi 11 mesi del 2018, ovvero lo 0,7% in più rispetto ad analogo periodo del 2017; da gennaio a novembre la spesa dei turisti ha raggiunto gli 84.811 milioni di euro, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente.

Considerando il solo mese di novembre, la Spagna ha accolto 4,5 milioni di visitatori, ovvero il 3,6% in più, che hanno generato una entrata di 4.890 milioni di euro, il 5,3% in più rispetto allo stesso mese del 2017.

La spesa media giornaliera per turista a novembre è stata di 1.075 euro, con un incremento annuale dell’1,7%, mentre la spesa media giornaliera è cresciuta del 12,4%, portandosi a 155 euro.


La Catalogna rimane la prima destinazione per i turisti stranieri, con oltre 18,1 milioni di visitatori nel solo mese di novembre, in leggero calo (-0,8%) rispetto al 2017, a seguire le isole Baleari, con 13,7 milioni di visitatori e le Canarie, con oltre 12,5 milioni.

I turisti mordi e fuggi (quelli cioè che non trascorrono la notte nella destinazione) sono cresciuti del 4%, mentre quelli che trascorrono più di 15 notti consecutive sono diminuiti del 5,4%; in aumento i turisti che si fermano per una sola notte (+7,8%) e quelli che trascorrono da 4 a 7 notti (+1,7%).

Isabel Oliver, della segreteria di Stato del Turismo, ha espresso ottimismo riguardo ai dati presentati, affermando che essi suggeriscono una chiusura del 2018 con un numero stabile di turisti ma con un significativo aumento della spesa pro capite.

Obiettivo per il 2019, ha precisato, è quello di mantenere costante la crescita della redditività e di consolidare i flussi turistici.

Primo mercato di emissione da gennaio a novembre 2018, è stato quello del Regno Unito, con 17,6 milioni di turisti britannici, nonostante un calo del 2% se si confronta il dato con quello del 2017, seguito da quello della Germania, con 10,9 milioni di turisti e un calo del 4,7%, e da quello della Francia, 10,8 milioni di turisti, ovvero un +0,7%; spicca l’ingresso degli Stati Uniti, con +10,9%, del Portogallo, +10,2%, e Russia, +5,8%.

Relativamente alla spesa, il mercato britannico è quello che ha contribuito con una quota pari al 20,2% del totale, seguito da quello tedesco, 13,5%, e dalla Francia, 8,3%.

Giovanni Iaccarino