Pubblichiamo su richiesta e con piacere la lettera del Presidente di A.P.I.C.E. Giuseppe Bucceri, inviata all’Ambasciata Italiana di Madrid, ed ahimè, rimasta senza risposta (almeno fino ad oggi).

Il Presidente Bucceri inoltre è molto dispiaciuto del fatto che siano sorte molte associazioni italiane a Tenerife ma tutte che “lavorano” separatamente, senza mai cercare la condivisione di battaglie per la comunità italiana nelle Isole.

Il Presidente ha notato solo una gran rivalità, quando invece lui è fautore de “l’unione fa la forza”.

Pregiatissimo Signor Ambasciatore,

ancora una volta veniamo a richiamare la Sua attenzione su una situazione che continua a infliggere difficoltà e disagio ai nostri connazionali, ma diffonde un’immagine negativa delle nostre Istituzioni presso il Paese che ci ospita.

Ci riferiamo al Consolato Onorario di Tenerife che da anni versa ed opera in condizioni penose ed elargisce un servizio assolutamente censurabile.


Tutto questo nonostante la denuncia a mezzo petizione che ha visto raccogliere oltre 1.500 firme nel 2017, nonostante il ripetersi di lamentele dei cittadini attraverso le pagine di Facebook e dei giornali locali.

Come a Lei probabilmente noto, gli uffici si trovano al terzo piano di un edificio senza ascensore e senza alcuna, obbligatoria, facilitazione verso i portatori di handicap, che immaginiamo siano ricevuti, quando questo avviene, in strada.

Sono state pubblicate fotografie che mostrano una decina di persone (anche una mamma con bimba di pochi mesi) accampati lungo le scale in attesa di un… diritto.

Non ultime le denunce sul mensile italiano LeggoTenerife che stigmatizzavano reiterate difficoltà (forse irregolarità) quali la presenza di un call center a pagamento con l’addebito ai connazionali alla ricerca di informazioni, di esose somme di denaro.

In qualità di presidente dell’associazione A.P.I.C.E. avevo da tempo segnalato la situazione a codesta Ambasciata, ma pare evidente che nulla sia avvenuto verso un benché minimo miglioramento di questo stato di fatto.

Al momento la sede del Consolato Onorario di Tenerife (al nord) ha una utenza, nel solo comune di Arona (Sud), di circa 10.000 residenti.

Il perdurare di questa intollerabile situazione dimostra che sono state vane le nostre ed altrui richieste di intervento da parte dell’Ambasciata e che le precedenti risposte di presa d’atto da parte della Segreteria dell’Ambasciata stessa (a seguito di altre nostre denunce) si sono rivelate dilatorie e palesemente inefficaci.

Siamo infine sconcertati come la nostra Associazione, regolarmente iscritta presso il Ministero degli Interni Spagnolo, notoriamente pubblicamente presente sull’intero territorio dell’arcipelago delle Canarie, con particolare riferimento all’isola di Tenerife e Gran Canaria, mai sia stata interpellata, ascoltata o coinvolta dal Consolato Onorario di Tenerife, in alcuna attività dallo stesso promossa.

Nessuna collaborazione nel segnale di volontà in tal senso.

Rammentiamo che in occasione di un convegno organizzato a Tenerife, abbiamo pubblicamente invitato il Console Onorario ad un incontro e ad una possibile collaborazione, ma senza ottenere riscontro alcuno.

Sorprendente la differenza di comportamento e attitudine del Consolato Onorario di Gran Canaria con il quale è da tempo attiva una proficua collaborazione che si riverbera a favore dei connazionali residenti.

In conclusione chiediamo ufficialmente che l’Ambasciata, nelle forme che riterrà opportune, ma con sollecitudine, disponga una verifica della situazione sopra descritta, dando doveroso riscontro, non tanto agli attori di questa richiesta di aiuto, bensì alle uniche vittime aventi diritto, affinché almeno si possano attenuare i gravi disagi che devono subire gli italiani presenti sul territorio. Ringraziando per quanto verrà fatto, rimaniamo in attesa e porgiamo distinti saluti.

Giuseppe Bucceri

Presidente A.P.I.C.E.