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Società di frutta e verdura delle Canarie coinvolte in frode nazionale

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Sei società appartenenti al commercio di frutta e verdura delle Canarie, sono risultate coinvolte in una grande frode a livello nazionale sventata dall’Agencia Tributaria nel corso dell’indagine denominata Carpo.

Le società, per la maggior parte situate nei principali mercati di frutta e verdura, hanno utilizzato dei software particolare per celare le entrate in contante e gestito importi di molto superiori alla media del settore.

Con un’indagine che ha coinvolto 75 negozi in 13 comunità autonome, 80 contribuenti dei quali 62 società e 18 persone fisiche, l’Hacienda ha messo a disposizione ben 430 funzionari che, con il supporto della polizia, hanno agito in Andalusia, Aragona, Asturie, Baleari, Canarie, Cantabria, Castilla y Leon, Estremadura, Galizia, Madrid, Murcia, La Rioja e Comunità Valencia, con estensione ai Paesi Baschi e a Navarra grazie all’intervento delle tesorerie regionali.

Gli investigatori sono entrati in possesso di informazioni che indicherebbero che molte delle società di frutta e verdura coinvolte abbiano utilizzato, per facilitare l’occultamento di denaro proveniente dalle vendite, programmi software il cui fine ultimo è la manipolazione dei dati relativi alle vendite reali con conseguente eliminazione di alcuni importi in contanti, evitandone così la dichiarazione.

Nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e verdura, come in altri settori, è stato rilevato l’utilizzo di un software a doppio uso per l’occultamento delle vendite, programmi che saranno ovviamente vietati con l’attuazione del nuovo pacchetto anti frode attualmente in fase di bozza di legge.

Per la rilevazione di questi programmi, che ostacolano la conoscenza della reale attività svolta dalle singole società, è stato di grande aiuto l’intervento diretto dei cittadini attraverso reclami e segnalazioni.





Già nel febbraio del 2016 è stata svolta un’analoga operazione, la White, nel settore dei negozi di pesce situati al Mercabarna di Barcellona.
In quel caso vennero rilevati delle percentuali di somme occultate tra il 37 e il 62% del totale dichiarato.

Nel caso invece delle recenti indagini dell’operazione Carpo, è stato rilevato un tasso di riscossione che in molti casi ha superato l’80% delle vendite dichiarate.

La difficoltà nello smantellare la frode stava nell’utilizzo rigoroso di contante, non tracciato e non tracciabile, ma gli investigatori avevano notato da tempo che i margini operativi di queste società che operavano nella frutta e verdura erano significativamente più bassi del normale, in alcuni casi negativi per diversi anni.

Ulteriori indicazioni relative a una capacità economica di amministratori, soci o società affiliate, incompatibili con i redditi dichiarati, hanno influenzato in modo decisivo la selezione degli obiettivi.

L’operazione Carpo è stata coordinata dal Dipartimento di Ispezione Finanziaria e Tributaria di Hacienda, incluso il personale UAI, con l’appoggio di agenti di polizia e 133 funzionari di vigilanza doganale.

In totale sarebbero stati evasi 1.300 milioni di euro dal 2014 a oggi.

dalla Redazione ~

 

 





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