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    La presenza ebraica alle Canarie, quando La Laguna era città degli ebrei

    Juan Manuel Valladares, ricercatore di storia ebraica nelle isole Canarie e membro della Real Sociedad Económica de Amigos del País de Tenerife, afferma che passeggiare per le strade di San Cristóbal di La Laguna a Tenerife è sempre una fonte di ispirazione per la presenza ebraica che si respira, non solo umana ma anche architettonica.

    Ad esempio basti soffermarsi di fronte alla Casa de los Capitanes, dove sulla facciata è indicato Alvarado-Bracamonte; attualmente ufficio del turismo, in precedenza fu il quartier generale del capitano dell’esercito delle isole.

    Secondo Valladares, si può tranquillamente considerare La Laguna come una città ebraica, in accordo con ciò che era sostenuto dagli stessi religiosi dopo l’epoca della conquista.

    Diego Alvarado y Bracamonte, nonostante l’apparenza, è portatore di un cognome ebraico e fu governatore di Tenerife dal 1624 al 1631; nei documenti la successione dei cognomi Alvarado Bracamonte Vergara e Crespo colpisce particolarmente.

    Il cognome arriva in Spagna dalla mano di Rubín de Braquemont, conosciuto come ammiraglio di Francia, ambasciatore del Reino de Castilla, che sposò Inés de Mendoza; ed è dalla sua decisiva presenza nell’evoluzione dei Trastámara che venne incoronato Fernando il Cattolico, della famiglia ebrea Enríquez.

    Nominare quindi il casato di Enríquez è ricordare che Rubín de Braquemont è stato sposato con una sorella molto influente dell’Ammiraglio di Castiglia, Alonso Enríquez, così influente da ottenere il privilegio per il nipote Juan de Bethencourt di salpare alla conquista delle isole Canarie. In realtà Juan poteva farlo solo parzialmente, ma di certo aprì le porte a nuove spedizioni.

    Valladares, uno dei più grandi esperti delle isole sull’influenza esercitata dagli ebrei convertiti, aggiunge inoltre che Rubín fu oggetto di un’ampia bibliografia di Alejandro Cioranescu, Leopoldo de la Rosa Olivera e Manuel Foronda.


    Foronda dà una visione molto breve ma precisa sulla conosciuta cappella di Mosén Rubín di Bracamonte, derivante dall’originale Braquemont.

    La fondazione della cappella non suggerisce in alcun modo di essere stata utilizzata come tomba o luogo di preghiera, ma se così fosse che interesse avrebbe dovuto avere la sua fondatrice María de Herrera, per lasciarla in testamento a Diego de Bracamonte?

    Negli scritti della Herrera, ricorda Valladares, si nomina più volte la presenza della figlia di Diego Martín de Herrera, oltre a Bernardino de Deza e Pedro Pérez Bachicao, servo di Isabel Pacheco; ed è quanto meno indicativa la presenza di famiglie di ebrei convertiti che compaiono nei documenti di fondazione Herrera, Bachicao e Pacheco ogni qualvolta si nominino le isole Canarie.

    Riguardo al cognome specifico Crespo, sottolinea Valladares, esso figura nei processi di inquisizione con il nome di Juan Hernández Crespo, accusato di celebrare lo Yom Kipur nelle isole.

    I Vergara giunsero alla conquista di Tenerife per mano di Pedro de Vergara, riconosciuto convertito all’ebraismo, che ebbe un ruolo decisivo; poiché il cognome certo di Maria proviene dal matrimonio di Bartolomé López, a sua volta accasato con Catalina de Vergara.

    Suo figlio Bartolomé López de Vergara sarà il nipote di Maria de Vergara e quando arriva a Tenerife Diego Alvarado di Bracamonte y Crespo, sposa Maria di Vergara. In questo modo Diego Alvarado Bracamonte promuove e sfrutta la nascita del casato Alvarado Bracamonte.

    Valladares sostiene che oltre a Anaga a Tenerife o a Lepe, a La Gomera, esiste a Gran Canaria la finca di Ossorio, a Teror, con nomi di origine ebraica.
    In particolare quello di Ossorio appare sull’isola come García de Ossorio che sposò Beatriz Vergara de Carvajal, ma che aveva origini genovesi legati alla famiglia Ponte.

    Nel Gran Libro de Provisiones y Reales Cédulas, trascritto nel 1947, appare con tutta chiarezza la persona di García Ossorio come reggente dell’isola e proprietario di una finca di Teror il 23 marzo del 1549; in un documento del 15 di ottobre del 1551 si chiarisce inoltre che García Ossorio è un notaio pubblico di Ocaña.

     

     

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