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Livelli allarmanti di plastica sulla costa sud orientale di Tenerife

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Pare che la plastica sia diventata la firma, vergognosa, dell’uomo sulla Terra: isole di plastica vagano negli oceani, balene muoiono mangiandone tonnellate, tartarughe crescono inglobando bottigliette vuote e sui fondali marini appaiono le prime dune di gomme di automobili.

Il problema è mondiale e anche le Canarie pagano un caro prezzo per l’esorbitante rilascio in natura di un materiale nocivo per l’ambiente e i suoi abitanti.

Uno studio condotto da studenti della IES di Los Cristianos, presentato il 12 giugno alla seconda edizione del Congreso de Proyectos Globe a Santa Cruz de Tenerife nella sede della Caixabank, rivela un preoccupante livello di inquinamento da plastica sulla costa sud dell’isola.

I campioni raccolti dagli studenti in cinque aree balneari di Porís de Abona, El Médano e Los Cristianos, mostrano che i rifiuti variano notevolmente a seconda dell’orientamento delle diverse spiagge, soggette in alcuni casi alle correnti oceaniche del nord.

Ecco quindi che, se a Los Cristianos sono stati rinvenuti livelli di materiali plastici accettabili, a Porís de Abona, vicino al faro, sono stati raccolti materiali fino a 679 grammi per metro quadrato di micro plastica, vale a dire inferiore ai 5mm, e 1.112 di macro plastica, dati in entrambi i casi di molto superiori a quelli mostrati dai precedenti studi effettuati.

A El Médano, a Leocadio Machado, si sono registrati valori massimi di 296 grammi per metro quadrato di materiali microplastici e 277 di macroplastici.





Allo studio hanno partecipato 60 studenti tra i 16 e i 18 anni che sono iscritti al primo e secondo livello di Bachillerato de Ciencias e studenti della Formación Profesional Básica Adaptada, affetti da disabilità.

A dirigere le operazioni è stato Javier Reyes, professore del dipartimento di Biologia del centro, che ha sottolineato il rigore delle analisi, precisando che le campionature sono state realizzate in sezioni di 50 metri nei limiti della bassa, media e alta marea, con l’utilizzo di griglie apposite, e ha mostrato come le scuole possano fornire dati di fondamentale importanza e di valenza assolutamente scientifica riguardo a fenomeni di interesse mondiale, come quello della contaminazione da plastica.

Reyes ha inoltre precisato che l’inquinamento da plastica è un problema che non riguarda solo l’ambiente marino e la fauna che vi si trova, ma rappresenta un serio rischio per la popolazione che consuma pesci che a loro volta hanno ingerito microparticelle di materiali tossici.

Obiettivo per il prossimo anno, ha annunciato quindi Reyes, sarà quello di espandere lo studio della contaminazione anche sulla terraferma.

di Ilaria Vitali





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