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    A novembre Tenerife sarà la capitale della tricontinentalità

    Il prossimo mese di novembre Tenerife diventerà la capitale della tricontinentalità, ospitando più di 25 paesi latino americani che parteciperanno al XXI Encuentro Anual de la Asociación de Zonas Francas Iberoamericanas, la AZFA.

    L’evento, di alto prestigio, si terrà nell’auditorio Adán Martín di Santa Cruz de Tenerife dal 1° al 3 di novembre e vedrà raccolti rappresentanti delle zone franche, uomini d’affari e una rappresentanza ministeriale dei tre continenti America, Africa e Europa, in quella che è senza dubbio un’occasione unica per tutti gli imprenditori di interagire con investitori provenienti da più di 25 continenti.

    Per Tenerife l’appuntamento di novembre rappresenta il culmine di un progetto iniziato tre anni fa ma soprattutto un’opportunità per il comparto d’affari insulare di contattare i maggiori player senza dover lasciare l’isola.

    La ripercussione sui media sarà significativa e durante l’evento Tenerife e l’intero Arcipelago diventeranno punto di riferimento del commercio internazionale.

    Tutte le aziende presenti e i loro rappresentanti, provenienti da zone franche come Colombia, Repubblica Dominicana, Costa Rica, Panama, Argentina, Brasile, Cile, Nicaragua, Uruguay solo per citarne alcune, valuteranno insieme la situazione attuale del regime delle zone franche, concordando future azioni congiunte con l’obiettivo comune di unire commercialmente le coste dell’Oceano Atlantico.

    All’evento di novembre, il primo in Europa dalla sua prima edizione, sono previsti più di 350 partecipanti che arriveranno a Tenerife in un momento particolarmente favorevole a sviluppare il potenziale dell’isola e dell’intero Arcipelago.

    La situazione geopolitica globale attuale sta infatti attraversando un momento di grandi cambiamenti che incideranno direttamente sul commercio internazionale e le isole hanno tutte le carte in regola per approfittare di questa circostanza, consolidandosi come piattaforma tricontinentale.


    La disconnessione tra Stati Uniti e Messico per effetto della politica di Trump, ad esempio, ha condizionato notevolmente i flussi commerciali che storicamente collegavano verticalmente il continente americano, creando la necessità di rafforzare i legami con l’Europa.

    Necessaria sarà l’approvazione di un nuovo regime economico e fiscale che sia in grado di offrire strumenti appropriati per consolidare la posizione di zona franca di Tenerife, sconosciuta ai più fino a tre anni fa.

    L’isola in particolare avrà l’onore di esercitare la Vice Presidenza dell’Associazione delle Zone Franche delle Americhe e di condurre un progetto internazionale, il Corridoio Medio Atlantico, che integrerà alcune della zone più rilevanti dell’area di influenza canaria.

    La scelta di portare l’evento a Tenerife è principalmente legata alla sua posizione geografica favorevole, rappresentando il percorso più breve e diretto tra America e Europa.

    Tenerife è un porto europeo della costa africana, con facile accesso al potenziale mercato di oltre 250 milioni di abitanti, e che gode di un set legalmente garantito, nonché di servizi e infrastrutture di elevato standard.

    La presenza di una zona franca è elemento dinamico nell’ambito del commercio, che offre flessibilità e ampia disponibilità di spazi ma che soprattutto presenta vantaggi fiscali non indifferenti, basti solo pensare all’imposta sulle società del 4%.

    Attualmente Tenerife è la miglior vetrina che oggi può avere una zona franca per mostrare al mondo potenzialità e possibilità future di commercio.

    Il risultato raggiunto è frutto di lunghi anni di impegno, caratterizzati da eventi che hanno frenato l’obiettivo come i cambiamenti normativi del codice doganale dell’Unione Europea che hanno impedito di lavorare normalmente fino a un percorso di adattamento ancora in corso.

    Per costruire i pilastri fondamentali a sostegno del progetto, si è compiuto un notevole sforzo per fornire al Consorzio le risorse necessarie per l’inizio dell’attività, con la difficoltà di creare una società pubblica in un contesto di crisi e condizionato da misure di austerità.

    In secondo luogo si è definita la natura giuridica della zona franca, includendo l’adattamento alla nuova normativa europea, che ha portato alla delineazione di aree specifiche nel porto di Santa Cruz e all’espansione di Granadilla.

    Infine, ma più importante, si è svolta una consistente attività di promozione internazionale nel corso di due anni, sviluppata in parallelo con l’attuazione della zona di libero scambio di Tenerife.

    Tutto questo ha portato dall’essere una zona franca assolutamente sconosciuta, all’entrare a far parte della AZFA e dell’Associazione Mondiale delle Zone Franche, in un contesto internazionale caratterizzato da circa 3.500 zone franche.

    Novembre sarà quindi il mese in cui si raccoglieranno i frutti di questo intenso lavoro.

    Nota indispensabile per capire l’importanza dell’evento è capire cosa significa essere una zona franca.

    La zona franca è un apposito spazio all’interno del territorio doganale di un paese dove è possibile inserire qualsiasi tipo di merce, indipendentemente dalla sua origine o destinazione, con il vantaggio dell’esenzione dall’obbligo di pagare dazi o accise nel periodo in cui le merci si trovano all’interno di questa particolare area.

    Rappresenta quindi un potente strumento per promuovere il commercio estero sfruttando tre precisi vantaggi: il risparmio sui costi, la semplificazione delle procedure doganali e la libertà di trattamento delle merci, consentendo di sviluppare qualsiasi tipo di attività industriale, commerciale o di servizi.

    E Tenerife ha già un nuovo importante obiettivo, quello di diventare leader mondiale di logistica.

    di Ilaria Vitali

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