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    Meticciato

    Eugenio Scalfari ha scoperto il meticciato.

    E non è il solo.

    Attrae molti l’idea di un unico popolo mondiale, che unisca tutti superando le vecchie differenze nazionali.

    La “ruota della storia” marcia in quella direzione, ci ripetono tutti i giorni sapienti personaggi, e chi si oppone è un povero vecchio legato ai miti del passato.

    Un nazionalista xenofobo nemico dei valori di universale libertà ed uguaglianza che sono tipici della civiltà occidentale.

    Ma stanno davvero così le cose?

    Vediamo un po’.


    Contrariamente a quanto pensano Eugenio Scalfari ed i suoi sostenitori il meticciato non è affatto una novità.

    L’impero romano aveva, specie nella fase del suo declino, fortissime caratteristiche meticce.

    L’inventore del meticciato è stato Alessandro Magno, grande personaggio, certo, ma non precisamente moderno.

    Sono invece gli stati nazionali ad essere una invenzione relativamente recente del genere umano.

    Per secoli popoli diversissimi fra loro sono stati costretti a vivere insieme sotto il governo di autorità imperiali spesso estremamente brutali. Non esiste nessun legame fra la affermazione degli universali valori di libertà ed uguaglianza ed il meticciato, è vero esattamente il contrario.

    La nascita e la diffusione degli ideali di tolleranza, la “scoperta” delle libertà individuali e del garantismo, il lento avanzare della democrazia sono parti di un processo che culmina in Europa con la formazione degli stati nazionali.

    Altro che legame fra meticciato e libertà!

    La storia ci dimostra che il meticciato è tipico dei grandi imperi.

    Non a caso la caduta dell’impero comunista è stata seguita dal proliferare di nuovi stati nazionali.

    A ben vedere le cose fra gli ispiratori di Eugenio Scalfari è possibile ritrovare, accanto ad Alessandro Magno, un certo Giuseppe Stalin.

    I popoli, come gli individui, cambiano.

    E a questo cambiamento contribuiscono le relazioni che ogni popolo ha con gli altri.

    Ma i popoli, come gli individui, cambiando restano se stessi. Io sono oggi ben diverso da quello che ero al tempo della mia giovinezza, e i miei rapporti con gli altri esseri umani hanno avuto una parte importante nel determinare come sono cambiato.

    Ma cambiando io non ho perso la mia insopprimibile individualità.

    I cambiamenti che ho vissuto sono i miei cambiamenti, la personalità che si è formata nel corso degli anni è e resta la mia personalità.

    Ho avuto rapporti con Tizio, Caio e Sempronio ma sono restato me stesso in questi rapporti.

    Non mi sono trasformato in un fritto misto di Sempronio, Caio e Tizio.

    Considerazioni analoghe possono farsi per i popoli.

    Ogni popolo si relaziona ad altri, in una certa misura si mischia ad altri, e cambia, ovviamente.

    Ma resta se stesso nei vari cambiamenti.

    Gli scambi commerciali, i processi normali e controllati di emigrazione ed immigrazione, le relazioni culturali, i viaggi ed il turismo, i matrimoni misti, modificano le caratteristiche dei popoli, cosa del tutto normale, ma non danno vita ad alcun tipo di meticciato.

    Questo è invece il risultato di migrazioni disordinate e violente che alcuni popoli sono costretti a subire.

    Da sempre i popoli europei, e non solo, sono in relazione fra loro.

    E’ sempre successo che uno spagnolo sposasse una francese o che uno svedese studiasse a Londra o che un italiano emigrasse in Argentina.

    Ma nessuno ha mai scambiato simili fenomeni con il meticciato.

    Si parla invece di meticciato oggi, in conseguenza di processi migratori del tutto fuori controllo cui le popolazioni europee guardano con ansia crescente e che vengono loro imposti da governi irresponsabili.

    I teorici del meticciato parlano di continuo di “mistura” fra i popoli.

    Italiani o francesi, nigeriani o indiani… tutte scemenze!

    Non esistono italiani o indiani, francesi o nigeriani, esiste il popolo mondiale, il meticciato, e chi non è d’accordo è un bieco “razzista”.

    Però che strano… il meticciato riguarda solo i popoli europei.

    Si guardino le nazionali di calcio.

    Nella nazionale belga abbondano i calciatori dalla pelle nera, ma in quella nigeriana non se ne vede uno con la pelle bianca.

    Cinesi ed algerini, indiani e pakistani non presentano affatto caratteristiche “meticce”.

    Queste riguardano solo i tedeschi o gli inglesi, i francesi o gli italiani.

    In realtà non è affatto in corso nessun processo di mistura fra popoli diversi.

    Quello che è in corso è un processo di graduale sparizione dei popoli europei.

    E questa è in fondo la cosa meno grave.

    Che i giocatori della nazionale belga abbiano la pelle bianca o nera ha davvero poca importanza.

    Il vero problema è la sparizione della cultura europea.

    In nome dell’adesione senza riserve ad un presunto universale meticciato gli europei stanno infatti rinunciando a quella cosa preziosissima che sono le loro tradizioni culturali.

    I valori universali della nostra cultura, gli stessi di cui paradossalmente si servono i propagandisti del meticciato, sono sempre più marginalizzati in Europa, e non solo.

    Prima li si è relativizzati, privandoli della loro portata universale.

    Poi si sono accettate eccezioni sempre più numerose (la donna ha gli stessi diritti dell’uomo, ma se i musulmani obbligano le donne a velarsi… beh… facciano pure, è la “loro cultura”).

    Poi si sono create, dentro i paesi europei, autentiche isole extra europee, in cui le nostre leggi ed i nostri valori di fatto non contano più nulla.

    Quale sarà il prossimo passo?

    Meglio non pensarci.

    di Giovanni Bernardini

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