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    Quando a rubare sono i turisti

    I furti ai danni dei turisti sono un fatto risaputo, ma quando a rubare sono proprio questi ultimi e per lo più negli alberghi, il fenomeno suscita clamore.

    In realtà rubare oggetti nelle camere d’albergo è un vecchio cliché che nel corso del tempo è passato dal semplice appropriarsi di un posacenere o di un accappatoio, a vere e proprie razzie imbarazzanti.

    Secondo i dati ufficiali di portali quali hotels.com, il 71% dei turisti che hanno soggiornato in un albergo sono ripartiti dalle vacanze portando indebitamente con sé gli oggetti più disparati: asciugamani, quadri, pile dei telecomandi, lampade, lenzuola, accappatoi, posate, bicchieri e perfino opere d’arte negli hotel più lussuosi.

    Secondo jetcost.es sarebbero invece l’81% i clienti che avrebbero ammesso di rubare nelle camere degli alberghi, dimostrando incredibilmente piacevole soddisfazione per i trofei messi in valigia e opportunamente ostentati sui social network, dove esisterebbero addirittura gruppi di scambio degli oggetti più ricercati.

    Il furto da parte dei turisti negli hotel colpirebbe buona parte delle 15.739 strutture ricettive spagnole, come afferma Francisco Canals, giornalista specializzato in difesa dei consumatori, che sottolinea che le bibite e gli alcolici nei frigobar non risultano interessati dal fenomeno.

    Molti alberghi hanno infatti cominciato a prendere serie misure di controllo per arginare il problema dei furti all’interno dei minibar, quali bilance elettroniche che rilevano l’ammanco improvviso di un oggetto e sensori di movimento che segnalano quando il cliente ha prelevato un drink.

    Esisterebbero inoltre veri e propri ladri professionisti, turisti che assumendo identità diverse in grado di ingannare anche il più attento receptionist, risultano abilissimi nell’hackerare i sistemi dell’hotel riuscendo a concludere la vacanza con un vero e proprio bottino.


    Addentrandosi nei comportamenti scorretti dei turisti si scopre che questi non si limitano a rubare ma attraverso più profili sui portali degli hotels lasciano commenti estremamente positivi o altamente dequalificanti della struttura, probabilmente in collaborazione con gli stessi albergatori che desiderano mettere in particolare luce la propria attività o, peggio, diffamare impropriamente quella dei concorrenti.

    Proliferano sul web anche i cosiddetti siti mirror, vale a dire siti che simulando quello dell’hotel duplicandone contenuti e immagini, confondono il cliente che finisce per prenotare, e soprattutto pagare, una vacanza che si rivelerà inesistente.

    La tentazione di portarsi a casa un souvenir dell’albergo, quel morbido accappatoio o quell’apribottiglie così di design, prima o poi sfiora chiunque.

    Ma attenzione, il costo di quell’oggetto potrebbe rivelarsi un vergognoso episodio nella vacanza se colti in flagranza.

    L’hotel vi osserva, ricordatevelo!

    di Ilaria Vitali

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