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    Gli eventi più prodigiosi del passato di Tenerife

    Tenerife, isola non solo di inestimabile bellezza ma ricca di eventi prodigiosi che si perdono nella notte dei tempi, eventi misteriosi, dal sapore religioso e pagano insieme, che si sono tramandati nel corso dei secoli costituendo così un peculiare patrimonio culturale unico al mondo.

    Tra gli eventi prodigiosi che più si ricordano, vi è quello del miracolo del Pilar, a Paso Alto, uno dei maggiori e più discussi miracoli attribuiti alla Virgen del Pilar e chiamato anche il miracolo delle bombe.

    I fatti sono avvenuti all’alba del 3 agosto del 1936, quando un Fokker lanciò tre bombe destinate al tempio santacrucero con l’obiettivo di raderlo al suolo; misteriosamente le bombe non esplosero, salvando così l’edificio e facendo gridare al miracolo. La Virgen del Pilar non era nuova però a questo genere di manifestazioni, quando protesse ancora la popolazione il 24 luglio del 1797 dal famoso attacco dell’ammiraglio Nelson contro Santa Cruz de Tenerife.

    In questo caso fu un dipinto a olio di Juan de Mirada alto 3 metri e rappresentante un crocifisso accompagnato dalla Virgen e da San Juan Evangelista, a proteggere la cittadina da 41 bombe lanciate dagli inglesi.

    Una di esse cadde sopra la cucina della fortificazione e una nella cappella, frammentandosi ai piedi del dipinto in sei pezzi, ma soprattutto non arrecando alcun danno.

    Un altro episodio singolare che si annovera tra quelli prodigiosi avvenuti sull’isola, riguarda Icod de Vinos nel 1743. Era per l’esattezza il 13 giugno di quell’anno, poco dopo mezzogiorno, quando nella casa di doña Francisca Luis un piccolo crocifisso cominciò improvvisamente a sudare.

    Accorsero abitanti e appartenenti al clero per vedere il misterioso fenomeno di persona e il piccolo crocifisso venne trasferito, con tutti gli onori del caso, nella chiesa di San Marcos, dove ancora oggi è conservato nella sagrestia come importante oggetto sacro.


    Tra gli eventi prodigiosi, quello del dipinto mutante di Nuestra Señora del Patrocinio rappresentò un fatto decisamente inquietante.

    Il dipinto nacque come raffigurazione della Inmaculada Concepción per poi diventare quella di Nuestra Señora del Patrocinio, per mano di José Núñez nel 1669 o nel 1670; conservato nella chiesa di Santa Catalina Mártir di Tacoronte, il dipinto il giorno 11 novembre del 1685 cominciò a essudare copiosamente alle prime ore dell’alba nella casa in cui si doveva svolgere il matrimonio tra Ángel Pérez Rafael e Ángela Perera, alla presenza non solo degli sposi, ma anche del sacerdote, del notaio e di coloro presenti alla cerimonia.

    Si tentò di asciugare il dipinto fino a 10 volte e si chiamarono quattro pittori per un consulto i quali scartarono ogni giustificazione naturale all’evento.

    Il dipinto, che cambiò aspetto diverse volte, si può ancora oggi ammirare a Tacoronte.

    A chiudere l’elenco degli eventi più prodigiosi, quello che riguarda una immagine del Cristo de las Tribulaciones portata in processione a Santa Cruz ogni martedì santo, in compagnia di altre immagini religiose,

    Nel 1893 il Cristo de las Tribulaciones, durante una processione, fermò miracolosamente un’epidemia di colera e dal 2011 venne così chiamato, in segno di gratitudine, el Señor de Santa Cruz.

    Quel che è più sconcertante è che il busto in pasta di mais conservato nella Iglesias de San Francisco de Asis nasconde una miracolosa storia ben più antica; nel 1795 José de Carta chiese il trasferimento dell’effige nella propria casa, al fine di intercedere per la malattia che aveva colpito sua moglie María Nicolasa Eduardo.

    La giovane donna guarì e, nel momento esatto del suo recupero, la statua cominciò a essudare dal volto copiose gocce di una sostanza sconosciuta.

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