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    L’anziano vive bene a Santa Cruz de Tenerife

    Foto di Cristiano Collina

    Sono un anziano di anni, non anziano di spirito e mi sento ancora valido mentalmente e fisicamente e non mi decido a scegliere il mio futuro… poiché anche se avanti negli anni progetto e sogno un domani (anche se prossimo) ricco di emozioni e sensazioni piacevoli avvincenti ed emozionanti.

    Sono già stato a Santa Cruz altre due volte, per periodi non brevi, serbo un ricordo piacevole perché avvertivo che il mio corpo si rinvigoriva con l’ebbrezza “dell’alisei” sempre invitante a raggiungere il mare per un bagno ristoratore.

    A queste sensazioni di benessere più fisiche che interiori mi chiedevo spesso come sarebbe stata la mia vita vivendo in un Paese a me non familiare e quali reazioni avrei potuto provare in un ambiente dove non ero legato alla sua storia e senza aver contribuito alla sua evoluzione morale, sociale e culturale.

    Inoltre per i bambini è facile pensare che c’è un obiettivo di vita da raggiungere, una scelta che li può aiutare ad affrontare la vita, così anche per gli anziani occorre rendersi conto che hanno una vita “davanti” e che la vecchiaia non diventi una piaga della solitudine riuscendo a reagire, rimettendosi di nuovo in gioco, grazie anche all’affetto di chi ci è vicino, dei familiari, degli amici o conoscenti appartenenti ad un circolo od associazione che infonde fiducia e dona ricchezza nel sentirsi amati ed accolti poiché l’accoglienza spalanca le porte del cuore ed impara ad amare il prossimo senza sentirsi emarginati.

    Troppo spesso anche se circondati da persone, non riusciamo a vederci e dunque non ci incontriamo e se ci incontriamo non ci riconosciamo per quello che siamo.

    Oggi, più di ieri, la società deve cominciare a considerare l’anziano come un elemento importante anche perché l’anziano statisticamente rappresenta una fetta consistente della popolazione, impossibile da ignorare.

    Di fronte ad una popolazione che continua ad invecchiare, la società continua ad ignorarli considerandoli per lo più stereotipati sulla base di alcuni modelli rappresentati dagli over 60 con accezioni negative, creando così un quadro distorto della realtà, mentre le persone mature rappresentano un polo di riferimento e di equilibrio.


    Anche a Tenerife le persone mature dovranno essere sempre più protagoniste attive nella vita sociale, politica e culturale per interi settori dell’economia, come il turismo e le attività culturali: mostre, musei, teatri, siti archeologici e città d’arte vedono crescere frequentatori e fatturati grazie agli anziani ed alla loro voglia di vedere, visitare, informarsi.

    Considerare la vecchiaia come una delle stagioni della vita e riconoscersi nella comune condizione umana, riproducendo lo spirito familiare e riscoprendo le bellezze di sentirsi utili.

    Credo che il vivere di ciascuno vada ad intersecarsi con quello degli altri pur se in modo “sottile” e questo valga anche per gli anni a venire.

    Siano questi pochi o tanti, vi è una qualità nell’attimo presente che schiude il germe di quelli che seguiranno: più si vivrà intensamente e consapevolmente, più la vita avrà un senso o sapremo darglielo.

    Quale futuro ha davanti un “vecchio” a Tenerife? Cosa lo aspetta quando entra in una casa di riposo? Possono sembrare questioni di poco conto, raffrontate ai problemi che devono affrontare i giovani, persone sole e famiglie, in tempi di crisi come questi.

    Si vedono i vecchi, talvolta, come esseri inutili, egoisti, condizionanti le nostre scelte di vita.

    Vorrei invitare, alla luce di quanto sopra a riflettere anche sull’aspetto umano di tale futuro nelle case di riposo. Allontanati da casa e affetti, gli anziani entrano in un mondo nuovo, sconosciuto, dal quale sanno che il loro vecchio corpo non uscirà; un futuro in gabbia, spesso lussuosa. Spesso non vi è altra scelta per i familiari che si aspettano di risolvere i problemi (a volte questo accade) e di lasciare il loro caro in buone mani. In questi casi quello che dovremmo chiederci è fino a che punto sia giusto doversi affidare a regolamenti decisi da altri, fidandosi ciecamente riguardo a questioni che toccano la vita e l’etica personale…

    Fatto salvo l’essere interpellati in momenti critici, non essendo in grado di comprendere e quindi il decidere il da farsi.

    I tempi cambiano in fretta e quali prospettive ci riserva il futuro? Un vecchio nelle case di riposo non ha alcuna voce in capitolo per esprimere come vorrebbe essere curato o assistito. E’ cosi che le sue capacità residue vengono meno nell’inattività forzata, sia fisica che mentale. La sua persona-personalità sacrificate alla pulizia, all’ordine, all’efficienza, all’organizzazione della struttura. La dignità perduta con rassegnazione. Lo sguardo perso nei ricordi, pochissimo spazio per le relazioni…

    Meditiamo anziani… meditiamo…

    Chi vorrà esprimere opinioni o far conoscere il proprio avviso in proposito potrà comunicarlo alla Redazione per affrontare, tutti insieme, un nostro futuro, con la speranza che le cose cambino presto ed in meglio per la popolazione anziana che oggi è un quarto del mondo occidentale.

    di giannimperia (Giovanni Argenziano)

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