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    Un lupo mannaro a La Gomera

    grottaUn lupo mannaro a La Gomera

    di Loris Scroffernecher

    Questo mese l’arca del mistero lascia il porto di Tenerife e si dirige all’isola colombina per raccontare le vicende di un personaggio che potrebbe essere protagonista di una grande storia di terrore. La vicenda si sviluppa in una zona delimitata del paese di Valle Gran Rey ed il piccolo paesino di Arure, attraversando varie frazioni del municipio.

    Vicino alla strada principale che unisce tutti questi luoghi vi è una grotta, ancora oggi ben localizzabile, dove viveva un indigente molto particolare. Questa persona vagava di notte per le vie dei paesi limitrofi in cerca di giovani solitari. Utilizzando delle capacità di condizionamento mentale simile al potere demoniaco dei vampiri, convinceva le vittime a seguirlo fino alla sua dimora.

    Durante un periodo di tempo variabile manteneva le sue prede in vita dentro a delle gabbie per animali e li alimentava con prodotti tipici locali fino a farli ingrassare a sufficienza. La leggenda dice che durante le notti di luna piena questo personaggio si convertiva in un essere demoniaco, dall’aspetto antropomorfo ma con la testa e il profilo di un grande cane nero. Quando avveniva la trasformazione la bestia divorava uno dei prigionieri sotto lo sguardo terrorizzato degli altri sequestrati, i quali dovevano assistere al macabro rituale ascoltando le urla di dolore del povero malcapitato.

    Dovuto alla conformazione dell’isola, agli esigui mezzi di comunicazione e al basso numero di sparizioni, i paesani vedendo eclissarsi alcuni giovani l’avevano attribuito a fughe d’amore, disgrazie dovute al mare o cadute nei profondi crepacci dell’isola e questo permetteva all’essere demoniaco di continuare durante vari anni la sua opera nefasta.

    La svolta però arrivò quando una giovane, approfittando di una distrazione del carceriere, riuscì a fuggire dalla grotta e correndo per i pendii sottostanti arrivò fino al paese, dove riesce a raccontare tutto quello a cui ha dovuto assistere. Subito i paesani organizzano una vera e propria battuta di caccia con armi improvvisate e si dirigono nel luogo indicato dalla ragazza.


    Quando arrivano sul posto l’odore nauseabondo del sangue rappreso era insopportabile e l’aspetto del luogo era paragonabile all’entrata agli inferi.

    Armati di coraggio il gruppetto di uomini entra nella grotta e nella semioscurità trova le gabbie con alcuni compaesani ancora in vita, dopo averli liberati e fatti fuggire iniziano a cercare il vagabondo, ma nel fondo della grotta trovano un essere che nelle leggende popolari si definiva come Liruan, un demonio uscito dagli inferi che si impossessa del corpo degli uomini convertendoli in esseri bestiali con una grande forza e ferocia.

    Dopo una dura lotta i poveri contadini riescono ad avere la meglio sull’animale e lo abbattono. Quando ormai il corpo senza vita dell’essere si trova a terra, sotto gli occhi increduli dei presenti, avviene una trasformazione e torna a prendere l’ aspetto di un cadavere umano.

    Per evitare che tornasse alla vita i concittadini bruciarono il corpo appena fuori dalla grotta che ancora oggi viene denominata la “Cueva del come gente” ossia la grotta del mangiatore di uomini.

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