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    Il sorprendente stile di vita dei Guanches

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    Come vivevano? cosa mangiavano? come si curavano?

    di Ilaria Vitali

    Ma come erano fatti i Guanches, l’antica popolazione aborigena delle Canarie, e quali abitudini avevano?

    Esaminando le mummie ritrovate nei siti archeologici, è stato possibile tracciare un ritratto della popolazione aborigena e determinarne lo stile di vita.

    Gli uomini erano di robusta costituzione e con un’altezza media di 1,71 m mentre le donne, seppure forti, non superavano la statura di 1,57 m.

    La loro dieta era basata principalmente su carne e latticini, dovuta alla loro attività di pastorizia e con un basso contenuto di vegetali.


    I contadini erano più che altro coltivatori di orzo che veniva lavorato per la produzione della farina; quanto ai prodotti ittici pare che il loro consumo fosse curiosamente raro o inesistente.

    Bevevano acqua e una bevanda calda a base di bacche di Mocan, (Visnea mocanera), una pianta endemica delle Canarie.

    Nonostante questo stile di vita piuttosto salutare, accompagnato da un’intensa attività all’aria aperta, i Guanches soffrivano di diverse patologie.

    Le maggiori erano legate ai denti a causa del consumo abituale della farina d’orzo.

    Per ottenere la farina infatti l’orzo veniva sottoposto a macinatura con diverse pietre, la cui polvere, mescolata alla farina, a lungo andare consumava le corone dei denti fino al nervo, provocando forti dolori e incurabili ascessi alla mascella.

    È stato rilevato che i Guanches soffrissero di sinusite frontale, artrite e artrosi, tubercolosi e in alcuni casi di tumori benigni.

    Molto frequente era la rottura delle ossa, in particolare quelle del cranio, si presuppone a causa delle caverne basse e buie in cui vivevano.

    In alcune zone, per problemi di consanguineità, il 50% della popolazione ha presentato malformazioni congenite come la spina bifida.

    La vita nelle caverne (e una curiosa disattenzione), oltre a procurare gravi fratture craniche, ha determinato problemi polmonari e indurimento di arterie a causa della costante inalazione dei fumi dei fuochi accesi all’interno.

    Come curavano tutte queste patologie?

    Alla base di tutti i medicamenti usavano il grasso di montone mentre per risolvere problemi di blocchi intestinali causati da una dieta povera di verdure, assumevano siero di latte.

    Il miele di Mocan curava dissenteria, gastroenterite e polmonite mentre per le fratture si praticava un semplice riposo.

    Ciò che è apparso interessante è che i Guanches effettuavano veri e propri interventi chirurgici al cervello per liberare il soggetto dalla presenza di spiriti maligni; praticavano un foro nel cranio con una scheggia di ossidiana affilata e il paziente veniva legato a testa in giù per favorire l’uscita di sangue e eventuali presenze indesiderate.

    Non si ha traccia dell’utilizzo dei eventuali anestetici naturali ma si sa per certo che molti sono sopravvissuti a interventi di questo tipo.

    L’età media di un Guanche era, ahimè, di 30 anni, solo un caso documenta di una persona vissuta fino ai 55.

    Il tifo portato dagli spagnoli (e non solo quello) ha abbassato ulteriormente l’aspettativa di vita di una popolazione che, tutto sommato, viveva in pace e serenità.

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