Luglio, al Puerto de la Cruz, non è semplicemente un mese, è un carattere, un profumo, un modo di vivere.
È il periodo in cui la cittadina si risveglia con un’energia speciale, quella che solo i portuensi sanno creare quando arriva il momento di celebrare la Madonna del Carmen, la loro patrona del mare, la loro guida, la loro certezza.
Qui la fede non è un concetto astratto, è quotidianità, è identità, è un sentimento che si respira tra le barche, nei vicoli, nelle case dei pescatori e nelle chiacchiere al Muelle.
Se camminiamo di fretta non lo notiamo.
Per i portuensi la Virgen del Carmen non è solo la protettrice dei pescatori, è una presenza costante, un riferimento che accompagna la comunità nei momenti di lavoro, nelle difficoltà e nelle celebrazioni.
Nel cristianesimo la Madonna del Carmen è una delle invocazioni più diffuse di Maria.
La sua origine è legata al Monte Carmelo, in Terra Santa, luogo simbolico di spiritualità e contemplazione.
La vergine del Carmelo è considerata protettrice dei naviganti e di tutti coloro che affrontano il mare, perché rappresenta guida, sicurezza e salvezza di fatti il suo mantello, segno distintivo della tradizione carmelitana, è simbolo di protezione e affidamento.
Nelle comunità marinare come quella del Puerto de la Cruz, la madonna del Carmen è la custode delle barche, delle famiglie dei pescatori e delle giornate di lavoro a mare.
Motivo per il quale la sua festa non è solo una fase religiosa di un giorno commemorativo ma vita quotidiana.
La festa grande del 14 luglio è il cuore pulsante di tutto.
La processione parte con la Madonna dalla chiesa della Señora de la Peña de Francia e con San Telmo dalla chiesetta omonima, quel piccolo santuario affacciato sull’oceano che sembra proteggere la costa come un guardiano silenzioso.
Le statue attraversano il centro storico e arrivano al Muelle pesquero, dove accade il momento più atteso: l’imbarcazione.
I pescatori sollevano la Madonna, la portano sulla barca e la consegnano al mare.
È un gesto che commuove ogni anno perché racchiude la storia di una comunità che ha sempre guardato all’oceano con rispetto, timore e gratitudine.
I portuensi lo dicono con una frase che è ormai un mantra: “la Virgen est embarcada”.
Quando la Madonna è sul mare, tutto va bene.
È come se la città tirasse un sospiro di sollievo e si affidasse alla sua protezione.
Accanto alla Madonna del Carmen, le feste celebrano anche il Gran poder de Dios, una delle immagini cristiane più venerate nelle isole Canarie.
Rappresenta Gesù in una suggestiva posa, simbolo di protezione e misericordia.
Nella tradizione popolare canaria questa figura è considerata un sostegno nei momenti difficili e un riferimento spirituale capace di accompagnare i fedeli nelle sfide quotidiane.
A Puerto de la Cruz la sua presenza è particolarmente sentita: le confraternite lo portano in processione con grande partecipazione, affiancando la devozione alla Madonna del Carmen e confermando il forte radicamento religioso della comunità portuense.
Come in molte tradizioni canarie, anche qui non manca la regina delle feste, figura simbolica che rappresenta l’orgoglio cittadino, quell’aspetto mondano profondamente legato alla celebrazione per dire che la festa è religiosa sì, ma anche cittadina con partecipazione di bellezza e gioia.
Il programma è ricchissimo, perché il Puerto non fa mai le cose a metà.
Si parte con il baile de mago, la tradizionale sardinata del 13 luglio e si arriva al giorno grande con la diana floreale, il campionato di baraja e la mitica cucaña, quel tronco scivoloso sospeso sul mare che audaci sfidano tentando come meglio possono di superarlo per conquistare il premio, e ogni anno regala risate, cadute spettacolari e tifo da stadio.
Infine la processione, l’imbarcazione e la ripresa della processione verso calle Mequinez fino al Peñon: un percorso che è memoria, emozione, identità.
Il resto della settimana è un susseguirsi di attività: giochi popolari, zumba, arte da strada, musica, folklore, spettacoli.
Non mancano gli appuntamenti speciali: il festival di aeromodellismo e aeronautica giunto alla sua 30ª edizione ed il Canaria Jazz & más musica creativas, edizione numero 35 che porta ai laghi Martianez la musica internazionale.
Ma la cosa più bella di questa atmosfera precedente la festa è forse la sensazione che la città si stia riprendendo alla grande.
Si vede nei locali pieni, nelle strade animate, nei sorrisi dei residenti.
Il Puerto de la Cruz sta ritrovando la sua voce, la sua forza, la sua voglia di essere protagonista e lo fa come sempre, con il mare davanti, la Madonna del Carmen nel cuore e una comunità che non smette mai di credere nella propria storia.
Assistere a queste celebrazioni significa entrare nel cuero del Puerto comprenderne la storia e cogliere quella passione che ogni anno rende queste feste un evento unico nel panorama culturale di Tenerife.
Merita assistere almeno una volta nella vita e se possibile ripetere l’esperienza.
Giovanna Lenti
