Solo una su tre delle imprese familiari in Spagna supera il passaggio alla seconda generazione

Gli esperti avvertono che la mancanza di pianificazione successoria mette a rischio il 57% del PIL privato e milioni di posti di lavoro.

Il tessuto imprenditoriale spagnolo si trova ad affrontare una sfida strutturale di prim’ordine: la continuità delle PMI a conduzione familiare.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE), questo tipo di imprese rappresenta oltre il 70% del totale delle PMI del Paese.

Tuttavia, solo una su tre riesce a trasferire la direzione alla seconda generazione.

Una società di consulenza finanziaria, specializzata in fusioni e acquisizioni, che gestisce patrimoniale e consulenza in materia di investimenti, stima che il 40% delle famiglie imprenditoriali consideri la successione una “sfida critica”.

La società identifica la mancanza di pianificazione e la resistenza a professionalizzare questi processi come i principali ostacoli alla sopravvivenza di migliaia di aziende.

Il fondatore e amministratore delegato di questa società, ha spiegato che “il problema è che molti imprenditori confidano che la generazione successiva continuerà l’eredità, ma il tasso di sopravvivenza delle aziende che affrontano un ricambio generazionale è molto basso”.

Ha avvertito che “senza una pianificazione chiara, ciò che ha richiesto decenni per essere costruito può scomparire in pochi mesi”.

La società di consulenza sottolinea che questo fenomeno si è intensificato dopo la pandemia, con molti fondatori che hanno deciso di fare un passo indietro senza una tabella di marcia definita.

Molti imprenditori si ritrovano a 70 o 75 anni ancora alla guida dell’azienda e, pur comprendendo che è il momento di ritirarsi, non avevano previsto come farlo”.

Il consulente sostiene che la successione deve essere affrontata come un’operazione strategica, che richiede “una solida pianificazione fiscale e societaria, protocolli di governance, una chiara definizione dei ruoli e una diversificazione patrimoniale”.

L’importanza di questa sfida è evidente se si analizza il peso delle imprese familiari nell’economia spagnola.

Secondo l’Istituto delle Imprese Familiari, questi 1,1 milioni di aziende generano il 67% dell’occupazione privata, con oltre 6,5 milioni di posti di lavoro, e contribuiscono al 57,1% del PIL del settore privato.

Parallelamente, si sta verificando un cambiamento culturale nella concezione del lavoro.

Le nuove generazioni “non hanno perso l’ambizione, ma la intendono in modo diverso. Cercano libertà, equilibrio e scopo. Apprezzano la salute mentale (stress) tanto quanto il profitto economico”.

Questa trasformazione può essere un’opportunità se gestita in modo adeguato.

“Disporre del talento e della visione di due generazioni è fondamentale.

I giovani apportano una visione più globale, tecnologica e (dicono) più umana; se combinata con l’esperienza dei loro predecessori (che in genere hanno molta pratica sul campo), il risultato può essere un’azienda più solida e sostenibile, insistendo sulla necessità di normalizzare il ricambio generazionale come parte naturale del ciclo di vita di qualsiasi azienda.

L’eredità non è solo una questione di successione, ma di visione.

La vera successione non consiste nel lasciare qualcosa alle spalle, ma nell’assicurarsi che duri nel tempo.

Franco Leonardi

 

 

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