Il Consiglio comunale di San Cristóbal de La Laguna ha approvato la mozione presentata da Drago Verdes Canarias per applicare un aumento dell’imposta sui beni immobili (IBI) alle abitazioni sfitte situate nel comune.
Questa misura fiscale persegue l’obiettivo diretto di incentivare la mobilitazione e l’immissione sul mercato immobiliare di quegli immobili residenziali che attualmente rimangono permanentemente disabitati.
L’iniziativa in seduta plenaria è stata approvata con il sostegno maggioritario dell’amministrazione locale, registrando solo i voti contrari del Partido Popular.
Allo stesso modo, il Comune si impegna a elaborare, redigere e sottoporre a dibattito una proposta di modifica dell’Ordinanza fiscale che disciplina l’imposta sui beni immobili prima dell’iter e dell’approvazione definitiva delle prossime ordinanze fiscali dell’amministrazione comunale.
Questo accordo istituzionale dà continuità a una mozione di caratteristiche simili promossa da Drago Verdes Canarias a novembre.
L’Equipe di Governo ha comunicato pubblicamente l’avvio dei gruppi di lavoro tecnici per redigere l’ordinanza che regola la sovrattassa IBI sulle abitazioni vuote.
Lo scopo esplicito della misura era quello di facilitare l’immissione sul mercato residenziale di un parco immobiliare stimato in oltre 5.000 immobili sfitti, un dato statistico ottenuto attraverso uno studio specifico commissionato dall’ente MUVISA alla Fondazione Generale dell’Università di La Laguna.
Nonostante le dichiarazioni pubbliche rilasciate all’epoca, lo strumento fiscale non è mai entrato effettivamente in vigore dopo un periodo di oltre un anno e mezzo di iter amministrativo.
In questo nuovo scenario amministrativo, l’Equipe di Governo ha chiarito che l’istituzione dispone già delle capacità e degli strumenti tecnici necessari per attuare la misura con effetto immediato.
Il principale ostacolo metodologico all’introduzione di questa figura fiscale risiede nell’identificazione delle abitazioni non occupate.
Sebbene l’Istituto Nazionale di Statistica (INE) fornisca una stima che colloca il volume intorno alle 5.000 abitazioni non occupate nel comune di La Laguna, tale censimento manca della precisione giuridica e analitica richiesta per fondare l’applicazione diretta di un’imposta comunale.
Per ovviare a questa lacuna tecnica, la mozione approvata prevede l’introduzione di un meccanismo di incrocio massivo dei dati che integrerà le informazioni del anagrafe comunale, i registri catastali e i consumi dell’azienda municipale di fornitura idrica, oltre ad altri archivi amministrativi complementari.
La combinazione di questi indicatori consentirà di consolidare una procedura di ispezione propria, dotata di piene garanzie giuridiche e rigorosamente verificabile, un modello di gestione già operativo in altre amministrazioni pubbliche e che il Comune di La Laguna ha confermato di voler replicare.
Il testo finale della mozione incorpora una serie di linee guida di obbligata osservanza per l’amministrazione fiscale di La Laguna:
- Termine di tre mesi: Presentazione obbligatoria del calendario di intervento, delle aree comunali responsabili e dell’analisi delle difficoltà tecniche o giuridiche legate al sovrapprezzo.
- Modifica dell’ordinanza fiscale: Redazione della proposta con una chiara definizione di abitazione disabitata in accordo con i presupposti legali vigenti.
Incrocio analitico dei dati: georeferenziazione, assegnazione di un Codice Unico dell’Abitazione e firma di un accordo di collaborazione con la Direzione Generale del Catasto per identificare in modo specifico i possessori di quattro o più abitazioni.
Politiche di intermediazione: collegamento della maggiorazione fiscale a programmi pubblici di affitto sociale, garanzie ai proprietari e linee specifiche di sostegno per la ristrutturazione degli immobili.
La futura ordinanza fiscale sull’IBI specificherà i motivi legalmente giustificati che esenteranno i proprietari dall’applicazione della maggiorazione fiscale per inoccupazione.
La normativa escluderà esplicitamente i trasferimenti temporanei di residenza motivati da ragioni lavorative o di formazione accademica, i cambiamenti di domicilio derivanti da situazioni comprovate di dipendenza, motivi di salute o emergenze di carattere sociale.
Allo stesso modo, il testo della modifica tutelerà giuridicamente gli immobili classificati come immobili destinati a uso residenziale secondario, le abitazioni che fanno parte di un contenzioso giudiziario in corso o che sono in attesa di una risoluzione amministrativa o giudiziaria, salvaguardando così la certezza del diritto dei contribuenti locali nel processo di regolarizzazione.
Franco Leonardi
