
Oggi spero di invogliare i miei lettori a deliziarsi con una fantasticamente suggestiva passeggiata in un breve e facile sentiero ad Agua García, un paesino dell’Ayuntamiento di Tacoronte, il cui nome rievoca il conferimento dei boschi e delle sorgenti acquifere della zona al Poblador (Fondatore) García de Morales, decretato nel 1508 dall’Adelantado (Governatore) Alonso Fernández de Lugo.
La risaputa brevità e facilità di questo percorso me l’aveva fatto ripetutamente snobbare, preferendo cimentarmi con itinerari più impegnativi da cui spaziare con lo sguardo in panorami ben più ampi di un bosco: quando ne hai visto uno li hai visti tutti, erroneamente pensavo.
Ma ogni cosa deve attendere il suo momento… durante una lunga e ripida scarpinata tra gli spettacolari paesaggi di Anaga il muscolo quadrato lombare destro (in linguaggio non scientifico: un muscoletto della schiena situato all’altezza dei reni e attivamente partecipante alla deambulazione, come ho dovuto imparare a mie spese), che da tempo mi inviava inascoltati segnali di malessere, ha deciso di protestare facendomi tornare a casa zoppicando fra intensi dolori.
Dopo qualche giorno di mobilità ridotta al minimo una serie semplice ma efficace di esercizi riabilitativi, pazientemente – e all’inizio dolorosamente! – eseguiti, insperatamente in una decina di giorni ha calmato il quadrato lombare ribelle; ma prima di arrischiarmi a un’escursione delle solite ho voluto accertarmi dell’avvenuto rientro nella normalità con una camminata più agevole, e finalmente ecco giunto il momento di addentrarmi nei Guardianos Centenarios.
L’atmosfera incantevolmente fiabesca di questo percorso sapientemente disegnato, ombreggiato da un’ininterrotta, lussureggiante e spessa cupola verde sospesa a molti metri d’altezza, attraverso le cui rare fessure a stento penetra la luce diurna, mi ha felicemente sorpreso smentendo il mio preconcetto.
La passeggiata invece regala più di un’ammaliante visione, da un suggestivo ponticello di legno sospeso tra le Cuevas del Vidrio – umide grotte ricoperte da muschi verde scuro e da grigie ragnatele da cui pendono misteriosi esserini viventi – e i fantastici sentieri addobbati nella penombra perenne da tutte le tonalità chiare e scure del verde e del marrone, adornati da panchine per chi volesse soffermarsi qualche minuto a lasciarsi dolcemente stregare dalla silenziosa ombreggiata magia del bosco incantato; e dall’incombere maestoso dei frondosi giganti artefici dell’atmosfera fatata – i Guardianos Centenarios, colossali alberi che dall’alto della loro secolare saggezza, indifferenti alle vicende umane fuori dal loro magicamente ovattato e fiabesco Regno, impassibili osservano gli stupefatti visitatori che incantati ne percorrono i sentieri – a un delizioso vialetto, dove tra il muschio verde cupo su un muretto di pietra grigia, nella luce incerta si avvista da lontano il telaio di legno di una finestra, che dopo esserci avvicinati per scrutare al suo interno… si rivela un’illusione ottica!
Il percorso inizia in Calle Madre del Agua, una strada senza uscita – come indica al suo inizio il segnale stradale a forma di “T” – che si dirama da Calle Fuentillas nell’abitato di Agua García.
Alla fine dell’asfalto di Calle Madre del Agua si apre promettente il verdeggiante inizio dell’ampio sentiero facilmente percorribile anche da famiglie con bambini, che sicuramente rimarranno stregati dalla passeggiata in questo luogo fantastico, dove anche noi adulti torneremo per un’ora o due nello spensierato mondo incantato della nostra infanzia.
Francesco D’Alessandro
