Diario di un difensore dell’ordine

Questo mese vorrei far conoscere ai lettori la realtà della sicurezza nelle zone turistiche di Tenerife.

Il sud dell’isola, con Costa Adeje, Los Cristianos, Playa de las Americas e Los Gigantes, continua ad essere il bersaglio preferito di carteristi professionisti e clan organizzati che colpiscono i turisti, vittime designate da gruppi che si muovono con precisione e disinvoltura.

Il modus operandi è sempre lo stesso: agiscono in team, coprendosi a vicenda, sfruttando la confusione e la distrazione di chi si trova in un ambiente nuovo.

Dovuto a questo clima, le forze dell’ordine hanno intensificato la presenza con le operazioni Miradores e Danubio, con molti arresti.

A questo punto, però, il fenomeno continua.

La facilità con cui questi gruppi si spostano tra le isole e la difficoltà di raccogliere prove sufficienti rendono il contrasto complesso.

In questo contesto, il sistema della sicurezza privata ha un ruolo concreto.

I vigilanti sono spesso i primi a notare movimenti sospetti e a intervenire quando un turista viene derubato.

Loro conoscono il territorio, i volti abituali, e sanno riconoscere chi si muove con troppa naturalezza in una zona dove i turisti di solito sono incerti.

Subito dopo un furto, gestiscono la situazione: chiamano le forze dell’ordine, assistono la vittima, raccolgono le prime informazioni.

E proprio per questo, se la sera si rientra in hotel, sarebbe opportuno scambiare due parole con il vigilante di turno o con il receptionist.

Loro sanno dove si sono verificati episodi recenti, quali zone evitare dopo il tramonto, dove è meglio non parcheggiare.

Durante il giorno, evitare di tenere il telefono in mano nelle zone affollate, tenere le borse davanti al corpo con la cerniera chiusa, non lasciare oggetti incustoditi in spiaggia, mettere documenti e contanti in eccesso nella cassaforte dell’hotel.

Se si noleggia un’auto, non lasciare borse in vista.

I carteristi osservano, aspettano e colpiscono in team: mentre uno distrae, l’altro ruba.

Il vigilante di sicurezza è la persona giusta a cui chiedere consiglio su come muoversi.

Purtroppo, la prevenzione si scontra con mezzi limitati e organici ridotti.

I vigilanti lavorano spesso da soli, con formazione non sempre adeguata, mentre i ladri usano tecnologie moderne e si spostano velocemente tra le isole.

Un albergo non sa cosa è successo nell’albergo accanto, e questa mancanza di coordinazione gioca a favore di chi delinque.

Servirebbe un sistema di segnalazioni in tempo reale tra strutture, forze dell’ordine e sicurezza privata.

Ovviamente, la soluzione non è semplice, ma la sicurezza dei turisti è un investimento sulla reputazione dell’isola, non un costo.

E questo mese, ancora una volta, la cronaca lo dimostra.

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