Continuano le multe alle Canarie per chi non concede il proprio appartamento a un explotador turístico (operatore turistico)

Ad aprile, una famiglia di La Gomera ha ricevuto una notifica di sanzione di 2.250 euro.

La utilizzano come seconda casa tutto l’anno e non vogliono destinarla all’uso turistico.

«Il diritto di proprietà non è negoziabile», avvertono dalla Piattaforma delle Persone Colpite (PALT)

A un anno dal decreto che mirava a bloccare le multe a chi, tra le persone interessate, desiderava risiedere o utilizzare i propri appartamenti come seconda casa alle Canarie senza destinarli alla gestione turistica, continuano ad arrivare queste sanzioni alle famiglie.

Nel mese di aprile i proprietari di uno di questi appartamenti a La Gomera hanno ricevuto una notifica di sanzione di 2.250 euro per non aver destinato l’immobile ad uso turistico ma a quello “residenziale”.

Per calcolare il tipo di sanzione, classificata come “grave”, si sottolinea che è stata presa in considerazione l’ubicazione dell’appartamento, in una zona “prevalentemente turistica” (Valle Gran Rey).

Una delle persone colpite spiega che l’immobile è stato acquistato da suo padre con grande fatica e che ne hanno ereditato la proprietà tre fratelli che vogliono goderne e non dedicarlo allo sfruttamento turistico.

“Siamo in pensione e vogliamo goderci e condividere la vita in famiglia”, afferma.

Sostiene che hanno radici a La Gomera, per cui hanno un forte legame con l’isola anche se hanno vissuto a Tenerife, e che non ritengono giusto che queste sanzioni ricadano né su di loro né su tante centinaia di famiglie.

Proprio questa settimana la questione è stata discussa al Parlamento delle Canarie.

L’assessore Jéssica de León (PP) ha fatto notare che la legge in base alla quale ora arrivano queste multe ai complessi risale al 2013.

Si tratta di una norma che parla del principio di unità di gestione (secondo cui i proprietari degli appartamenti non possono affittarli per conto proprio ma solo tramite un gestore) e che gli usi devono essere regolati in base al piano regolatore comunale.

De León si è limitata a dire in seduta plenaria che non era al governo quando quella legge è stata approvata e ha sottolineato che quando un gestore presenta una denuncia, attualmente il suo Dipartimento è obbligato a trattare tali denunce e a far rispettare la legge.

“Ci sono appartamenti all’interno di questo complesso a cui interessa rimanere in attività e va bene così. E noi non ci opponiamo a questo perché gli appartamenti che vogliono restare, restino.

Ma ci sono famiglie che non vogliono farne parte e allora perché devono multarci, denunciarci per quello che ci ha fatto questo gestore che ci ha denunciati e ci sta multando?

È una situazione molto spiacevole andare a casa tua, nel tuo spazio e trovarti di fronte a queste denunce”, si lamenta una delle persone colpite dalle multe a La Gomera.

«Che lo sfruttatore sfrutti come vuole, con gli appartamenti che vuole, e che lasci in pace quelli di noi che non vogliono farlo. A La Gomera è sempre stato così: nei complessi ci sono sempre state persone che facevano parte delle attività di affitto e persone che non lo facevano, all’interno della stessa società. Non ci sono mai stati questi problemi», insiste.

La persona interessata, sottolinea che quando suo padre acquistò l’appartamento, alla fine degli anni ’90 o all’inizio degli anni 2000, non gli fu mai detto che non avrebbe potuto goderne e che avrebbe dovuto cederlo alla gestione turistica.

“È un appartamento ad uso residenziale, questo è quanto risulta dal catasto. E questo è quanto afferma anche il primo, il contratto di compravendita stipulato da mio padre all’epoca”.

Già dallo scorso anno era stato segnalato che il decreto non avrebbe bloccato le sanzioni, poiché obbligava i proprietari a richiedere il cambio di destinazione d’uso dei loro immobili. È una trappola. Il fatto è che non puoi richiedere qualcosa che già possiedi e che già hai.

Perché se richiedi qualcosa che già possiedi, ti stai schierando dalla parte opposta.

Stai dicendo all’amministrazione che ti consideri un turista e per questo richiedi la destinazione residenziale.

Tuttavia, ciò che noi sosteniamo è che i nostri usi sono legali e consolidati.

“Il decreto legge 2/2025, presentato come soluzione, non ha sospeso le sanzioni né ha risolto il problema”.

A un anno dalla sua approvazione, le multe continuano ad arrivare.

Per le persone coinvolte, il decreto non solo ha fallito, ma è servito a rafforzare la considerazione delle loro abitazioni come “unità abitative”, consolidando l’obbligo di destinarle all’uso turistico e persino sottoponendole, in alcuni casi, a gestori unici all’interno dei complessi”, sostengono dalla piattaforma.

La piattaforma vede «una strategia» per trasformare determinate zone (come Maspalomas) in spazi esclusivamente turistici, dove il residente scompare.

Si vuole imporre un modello di città di vacanze senza cittadini.

Gli interessati sottolineano inoltre che non svolgono alcuna attività turistica e che sono residenti, non gestori.

E, pertanto, ritengono che il Dipartimento del Turismo non abbia alcuna competenza su di loro.

«Che regolino l’attività turistica, certo. Ma noi non siamo attività turistica», sottolineano dalla piattaforma.

Alberto Moroni

 

 

Articoli correlati