I giuristi animalisti definiscono la nuova legge sulla protezione degli animali e la riforma penale un «grave passo indietro»

Le associazioni delle Canarie Red CABAMA e PROTA, insieme ad altri gruppi di avvocati specializzati nella difesa degli animali provenienti da tutta la Spagna, ritengono «molto preoccupante» l’approvazione da parte del Congresso dei Deputati di una norma che esclude i cani da caccia, consente di sostituire la pena detentiva con una multa per chi maltratta gli animali e non punisce la zoopornografia.

Il Congresso dei Deputati ha recentemente approvato la riforma del Codice Penale in materia di maltrattamento degli animali e la Legge sulla tutela dei diritti e del benessere degli animali, che ora sarà trasmessa al Senato.

Secondo questa riforma del Codice Penale, i comportamenti crudeli verso gli animali che erano già punibili dal 2015 non saranno più considerati reati, oppure saranno puniti con semplici multe.

«Ciò significa che, in pratica, un maggior numero di aggressioni rimarrà impunito o riceverà pene irrisorie», avvertono.

Da un lato, è stato approvato che il maltrattamento degli animali possa essere punito con una multa anziché con la reclusione. Ciò lascia aperta la possibilità che gravi comportamenti di crudeltà e persino di tortura degli animali siano puniti con una sanzione pecuniaria.

Quanto approvato dal Congresso rappresenta anche una rottura con la tendenza di altre leggi in Europa che introducono la multa come pena aggiuntiva, ma non alternativa.

Inoltre, è stato approvato che lo sfruttamento sessuale degli animali, che in Spagna è reato dal 2015, non sia più punito.

Gli atti di abuso sessuale sugli animali, la partecipazione alla zoopornografia e altri comportamenti molto dannosi e pericolosi rimarranno impuniti.

D’altra parte, il Congresso ha votato nella stessa sessione plenaria una legge sulla protezione degli animali per tutto lo Stato, dalla quale sono stati esclusi i cani e altri animali utilizzati per la caccia e molte altre attività (come ad esempio la pastorizia, lo sport, le terapie assistite, la polizia e l’esercito, tra le altre).

Si tratta della prima legge sulla protezione degli animali in Spagna che esclude questi animali, proprio quelli che hanno più bisogno di protezione e controllo da parte delle autorità pubbliche.

«Questa esclusione è un precedente nefasto, che avalla il fatto che questi animali comincino ad essere sistematicamente esclusi dalle leggi sulla protezione degli animali in questo Paese», lamentano le citate associazioni di giuristi.

Questi gruppi esprimono quindi la loro «più profonda delusione» per i «passi indietro» approvati in Parlamento, nonché una «grave preoccupazione per le difficoltà che ciò comporterà nella difesa giuridica quotidiana degli animali», ed esortano il Senato ad approvare tutti gli emendamenti necessari per invertire la situazione ed evitare le conseguenze negative che deriverebbero da entrambi i progetti di legge se i loro testi non venissero modificati.

Per quanto riguarda altri aspetti della legge, nei negozi di animali potranno essere venduti solo pesci, roditori e uccelli, che dovranno provenire da allevatori registrati.

Sarà invece vietata la vendita di cani, gatti e furetti; al loro posto, sarà possibile dare questi animali in adozione tramite accordi con i rifugi.

Sarà inoltre vietata l’esposizione di qualsiasi animale nelle vetrine.

La nuova legge vieta l’abbattimento di animali urbani selvatici, se non per motivi giustificati, come problemi di salute irrisolvibili che impediscano all’animale di condurre una vita normale.

Nelle colonie di gatti selvatici, questi dovranno essere sterilizzati per impedire che il loro numero aumenti.

Inoltre, se si trovano in territorio urbano, i Comuni dovranno occuparsi di garantire la loro sicurezza e salute, oltre a identificarli con microchip.

Michele Zanin

 

 

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