Il percorso dei mandorli in fiore a Tenerife è uno degli eventi naturali più attesi dell’anno.

Durante le settimane comprese tra l’inizio di febbraio e la metà di marzo, l’isola si veste a festa per mostrare al mondo uno dei suoi spettacoli vegetali più belli.

Le strade di Santiago del Teide si tingono di tonalità bianche e rosate, dando il benvenuto a turisti e residenti che si avventurano nei vari percorsi preparati per godersi questo fenomeno.

Da percorsi per famiglie a percorsi adattati per persone con mobilità ridotta, tutti possono trovare l’opzione ideale per esplorare la bellezza dei mandorli in fiore.

Il percorso dei mandorli in fiore offre l’opportunità di godersi la natura nel suo massimo splendore.

Se l’obiettivo della giornata è vedere alcuni mandorli in fiore partendo da Santiago del Teide, non è necessario camminare troppo.

La cosa migliore è prendere la strada La Placeta fino a trovare l’inizio del sentiero verso il Chinyero (c’è un piccolo parco giochi che funge da guida).

Proprio in quel punto cominciano ad apparire i primi mandorli adornati da così tanti fiori che non è raro trovare più di una persona che posa per i propri social network.

Sulla sinistra inizia il sentiero PR TF-43.3 in direzione del vulcano Chinyero e il PR-TF 65 verso il quartiere di Arguayo, due opzioni da valutare se, oltre a vedere i mandorli, volete muovervi un po’ e godervi uno dei paesaggi vulcanici più spettacolari e importanti nella storia geologica di Tenerife.

Chinyero è un nome importante da ricordare, poiché su questo vulcano si è verificata l’ultima eruzione vulcanica a Tenerife (1909).

Camminare in direzione del Chinyero significa avvicinarsi al materiale vulcanico più recente dell’isola.

I tuoi passi ti porteranno accanto a colate principalmente di tipo aa (molto ripide e conosciute come malpaís) di poco più di 100 anni fa.

Raggiungere il Chinyero non richiede un grande sforzo.

Puoi percorrere un sentiero circolare da Santiago del Teide.

Una volta raggiunta la zona di El Calvario, devi aggirare la Montaña Bilma e tornare a Santiago del Teide prendendo il sentiero PR-TF 65 (in direzione Valle de Arriba) proprio prima di raggiungere il piccolo quartiere di Las Manchas.

Si tratta di un sentiero di circa 8 km che si può percorrere in circa 3 ore e mezza di cammino.

L’inizio del sentiero è molto suggestivo. Lasciandoci alle spalle la piazza principale del paese, abbandoniamo l’asfalto e ci addentriamo in antichi sentieri fiancheggiati da un gruppo di mandorli in fiore, oltre che da alcune tabaibas, escobones, poleos e numerosi bejeques che attirano la nostra attenzione.

Non siamo ad un’altitudine eccessiva, poiché il sentiero si snoda a circa 900 metri sul livello del mare, quindi troviamo una curiosa combinazione di vegetazione insulare.

Durante il primo tratto attraversiamo un canale che convoglia l’acqua da gallerie come quella di San Fernando verso diversi comuni del sud di Tenerife.

l sentiero è piacevole e la presenza di mandorli in fiore ci tiene occupati per molto tempo.

Superiamo diversi incroci in cui è necessario prestare attenzione ai segnali.

È necessario cercare sempre le due strisce orizzontali (bianca sopra, gialla sotto) per evitare sorprese. Stiamo andando bene.

Dopo mezz’ora di cammino, raggiungiamo uno stagno di forma triangolare e da lì continuiamo a salire in direzione del Chinyero, poiché troviamo un incrocio di strade in cui possiamo scegliere tra il Chinyero, Las Manchas e Valle de Arriba.

La salita prosegue lungo il Camino de los Arrastraderos, costeggiato da muri, tra coltivazioni di fichi d’India e mandorli.

Qui osserviamo alcuni mandorli già carichi di frutti. Le mandorle impiegheranno circa 5 o 6 mesi da questa data per maturare.

Alla fine del sentiero appare inconfondibile il cono apicale del vulcano Teide e sulla destra contempliamo la Montaña Bilma (1.372 metri).

Questa montagna corrisponde a un antico vulcano che appartiene alla cosiddetta dorsale di Abeque.

Il Calvario de los Baldíos si trova su una piccola pianura ed è stato costruito in onore del Santissimo Cristo, dove “le preghiere e le suppliche al Cristo del Valle hanno fermato l’avanzata della lava” durante l’eruzione del Chinyero.

Alla fine di uno dei rami della colata lavica proveniente dal vulcano, gli abitanti del luogo hanno posto una croce. Ogni anno, nel mese di novembre, in coincidenza con l’anniversario dell’eruzione vulcanica, portano l’immagine di Santa Ana in segno di gratitudine per il miracolo.

La camminata prosegue in pianura lungo la colata lavica del Chinyero, ricordandoci che ci troviamo in una Riserva Naturale Speciale e sotto lo sguardo attento di Bilma.

Il Chinyero eruttò per l’ultima volta il 18 novembre 1909 e l’eruzione durò 10 giorni.

Non ci furono vittime né danni alle case vicine, ma le emissioni di cenere e lapilli causarono danni all’agricoltura della zona.

La vegetazione è scarsa, ma le lave nere danno un tocco speciale al luogo.

Giriamo intorno a Bilma fino a raggiungere un punto importante del percorso, un incrocio.

Decidiamo di andare in direzione di Las Manchas.

In questa zona osserviamo un’antica area di estrazione di inerti popolata da alcuni ginestroni e più avanti anche qualche calicanto in fiore.

Se scendiamo verso Las Manchas, il ritorno si effettua su strada asfaltata (25 minuti).

Se prendiamo il sentiero verso la Valle de Arriba, arriveremo all’incrocio che abbiamo lasciato alle spalle questa mattina.

Cioè, raggiungeremo il laghetto triangolare e da lì dovremo solo rifare il percorso fatto ore prima.

Dopo poco più di 3 ore e mezza di cammino raggiungiamo nuovamente la chiesa di Santiago del Teide e concludiamo con successo il percorso circolare.

Un sentiero che vale la pena percorrere in qualsiasi periodo dell’anno.

Bina Bianchini

 

 

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