Cosa vieta e cosa impone la nuova legge.
Le Canarie approvano una legge pionieristica per proteggere il patrimonio arboreo urbano: limita gli abbattimenti, vieta la potatura drastica e impone la creazione di inventari comunali per rafforzare la biodiversità e la sostenibilità nei paesi e nelle città
Le Canarie hanno ora una legge specifica per la protezione del patrimonio arboreo urbano, dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dello Stato.
La norma riconosce gli alberi come un elemento chiave per la qualità della vita nei paesi e nelle città, la salute fisica e mentale della popolazione e l’adattamento degli ambienti urbani al cambiamento climatico.
Il testo stabilisce come obiettivi principali il miglioramento del patrimonio arboreo urbano e delle cinture verdi, la conservazione del patrimonio arboreo e una gestione più efficiente e sostenibile che garantisca una vegetazione più biodiversa, sicura e in buone condizioni.
Promuove inoltre l’uso prioritario di specie autoctone adatte a ciascun territorio dell’arcipelago.
La nuova legislazione introduce limitazioni chiare: non sarà possibile abbattere un albero senza una giustificazione tecnica né potarlo senza criteri adeguati.
La norma, promossa da un’iniziativa legislativa popolare, considera ogni esemplare come un bene da proteggere e abbandona la considerazione degli alberi come semplice arredo urbano.
Nel preambolo si ricorda il ruolo ambientale che svolgono: purificano l’aria, generano ombra, riducono le temperature, filtrano le particelle inquinanti, attutiscono il rumore, catturano CO₂ e favoriscono la biodiversità.
Uno dei concetti centrali della legge è il cosiddetto principio favor arboris, che obbliga a dare sempre la priorità alla conservazione dell’albero rispetto ad altre soluzioni.
Prima di optare per l’abbattimento, devono essere studiate alternative come il trapianto, potature meno invasive, sistemi di fissaggio o modifiche tecniche nei progetti urbanistici.
Questo approccio comporta un cambiamento sostanziale nella pianificazione e nell’esecuzione dei lavori in ambiente urbano, dove l’eliminazione degli alberi non potrà più essere considerata come prima opzione.
La norma stabilisce un divieto generale di abbattimento, consentendolo solo in casi molto specifici: rischio per la sicurezza o la salute, danni gravi alle infrastrutture, interventi di interesse generale debitamente giustificati o situazioni di comprovata urgenza.
In ogni caso, sarà necessaria una perizia tecnica competente, salvo circostanze eccezionali.
Inoltre, se il taglio viene infine autorizzato, il comune dovrà compensare la perdita ripiantando nuovi esemplari, in numero superiore a quelli eliminati.
La legge regola anche le pratiche di manutenzione e vieta espressamente la potatura drastica che alteri in modo irreversibile la struttura dell’albero o ne comprometta la vitalità.
Solo in situazioni eccezionali e giustificate potrà essere effettuata, e sempre da personale qualificato.
D’ora in poi, gli interventi dovranno rispettare il vigore, la forma naturale e la funzionalità di ogni esemplare.
Un’altra novità rilevante è l’obbligo per i comuni di redigere un inventario completo del patrimonio arboreo urbano entro un termine massimo di due anni, se non ne dispongono già uno, con aggiornamenti periodici ogni dieci anni.
Inoltre, viene creata la figura degli “alberi di speciale protezione” per quegli esemplari che si distinguono per la loro età, dimensioni, rarità o valore storico e culturale.
La legge autorizza i comuni a sviluppare il proprio regime sanzionatorio tramite ordinanza, adattando le multe e le misure disciplinari ai divieti e agli obblighi stabiliti dalla normativa autonoma.
Con questa normativa, le Canarie compiono un passo avanti verso un modello urbano che punta a più ombra, più biodiversità e maggiore responsabilità nella gestione dello spazio pubblico, rafforzando la protezione di un patrimonio naturale che fa parte del paesaggio quotidiano delle isole.
Bina Bianchini
