La nuova “tassa Shein” aumenterà il costo degli ordini su AliExpress, Temu e Shein

Le Canarie dovranno affrontare un cambiamento fondamentale nel commercio online dopo l’approvazione di una tariffa europea che interesserà milioni di spedizioni dalle piattaforme asiatiche a partire dal 2026.

Le Canarie potrebbero essere alle soglie di un profondo cambiamento nel modo di fare acquisti su Internet.

I consueti acquisti a basso costo su piattaforme come AliExpress, Temu o Shein, molto diffuse nelle Canarie per i loro prezzi bassi e la loro ampia offerta, potrebbero non essere più così convenienti a partire dal 2026, dopo l’approvazione di una nuova riforma doganale promossa dall’Unione Europea.

La misura, popolarmente nota come “tassa Shein”, introduce una nuova tariffa fissa di 3 euro per spedizione per tutti i pacchi provenienti da paesi extracomunitari con un valore inferiore a 150 euro .

Questo cambiamento colpisce in pieno le Canarie, dove il commercio elettronico internazionale è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, soprattutto nel settore dell’abbigliamento, dei piccoli gadget e degli accessori.

Fino ad ora, gli acquisti online di basso valore erano esenti da dazi doganali, il che consentiva a migliaia di ordini di arrivare ogni giorno alle Canarie pagando solo la tassa corrispondente.

Con la nuova normativa, questa esenzione scompare e ogni spedizione avrà un supplemento fisso, indipendentemente dal prezzo finale, il che altera direttamente l’attrattiva di queste piattaforme per i consumatori delle Canarie.

La riforma doganale europea stabilisce che la nuova tariffa entrerà in vigore il 1° luglio 2026 e sarà applicata in modo uniforme in tutti i territori dell’Unione Europea, comprese le Canarie.

Bruxelles giustifica la decisione con la necessità di rafforzare il controllo fiscale e doganale su un volume di spedizioni che supera già i 3,9 miliardi di pacchi all’anno.

Nelle Canarie, dove molti consumatori ricorrono a queste piattaforme per evitare i prezzi più elevati del commercio tradizionale, l’impatto potrebbe essere particolarmente visibile.

Anche se il supplemento di 3 euro può sembrare modesto, sui prodotti a bassissimo costo rappresenta un aumento percentuale elevato, che può raddoppiare o addirittura triplicare il prezzo finale di alcuni articoli.

Inoltre, l’Unione Europea sta valutando l’introduzione, a partire da novembre 2026, di una tassa aggiuntiva di gestione di 2 euro per pacco.

Questo secondo supplemento sarebbe destinato a coprire i costi amministrativi derivanti dal controllo doganale, il che porterebbe il sovraccosto totale per spedizione a 5 euro.

Nelle Canarie, questa possibile doppia tassa suscita preoccupazione tra i consumatori abituali e i piccoli importatori.

L’effetto di questa riforma nelle Canarie va oltre il prezzo finale dei prodotti.

L’arcipelago, per la sua condizione ultraperiferica, deve già affrontare procedure doganali più complesse rispetto al resto del territorio peninsulare.

L’introduzione di nuovi dazi doganali può tradursi in un aumento delle pratiche burocratiche, ritardi nelle consegne e un aumento delle pratiche amministrative associate a ogni ordine.

Franco Leonardi

 

 

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