149 anziani ogni 100 minori. Per province, Santa Cruz de Tenerife è in testa alla classifica dell’invecchiamento (157,8%, ovvero quasi 158 persone di età superiore ai 64 anni ogni 100 minori di 16 anni), seguita da Las Palmas (141,8%).
Nel 2025 i dati sull’invecchiamento della popolazione in Spagna hanno nuovamente sorpreso al rialzo, registrando la crescita più elevata dell’intera serie storica.
Nelle Canarie, l’indice di invecchiamento si è attestato al 149,5% (149 persone di età superiore ai 64 anni ogni 100 di età inferiore ai 16).
A livello nazionale, l’aumento è stato di 5,7 punti percentuali, raggiungendo un nuovo massimo storico di invecchiamento, pari al 148% o, in altre parole, nel nostro Paese si contano già 148 persone di età superiore ai 64 anni ogni 100 di età inferiore ai 16 anni (nel 2024 la cifra ha raggiunto il 142,3%), secondo l’INE.
L’evoluzione dell’indice di invecchiamento nelle Canarie mostra una tendenza al rialzo che, anno dopo anno, segna un nuovo massimo storico.
Una progressione che, inoltre, sta accelerando: solo nell’ultimo esercizio l’indicatore è aumentato del 4,8% (6,8 punti percentuali), la crescita più alta registrata fino ad oggi, che porta la cifra al 149,5% (149 persone di età superiore ai 64 anni ogni 100 minori di 16 anni).
Dietro questa realtà si combinano diversi fattori, in particolare un tasso di natalità persistentemente basso e un’aspettativa di vita in aumento, che configurano uno scenario demografico sempre più squilibrato.
Si confronti il dato attuale (149,5%) con quello della fine del XX secolo (nel 2000 l’arcipelago era ancora una regione giovane, con un indice di invecchiamento del 63,2%).
È a partire dal 2016 – in ritardo rispetto al resto della Spagna – che le Canarie diventano una regione invecchiata, con un tasso che supera per la prima volta il 100% (100,4%) e che aumenta rapidamente ogni anno.
Solo nell’ultimo quinquennio, l’indice di invecchiamento è salito al 149,5% nelle Canarie.
Questo fenomeno non solo ridefinisce la piramide demografica, ma ha anche implicazioni per il mercato del lavoro, che dovrà affrontare una riduzione della popolazione attiva (mancherà il ricambio generazionale) e una crescente pressione sulla disponibilità di talenti.
Per comunità autonome, torna a guidare la classifica dell’invecchiamento le Asturie, con un indice di invecchiamento del 265,3% (265 persone di età superiore ai 64 anni ogni 100 di età inferiore ai 16 anni), seguite dalla Galizia (231,6%) e dalla Castiglia e León (230,7%).
Queste tre comunità presentano già più del doppio della popolazione di età superiore ai 64 anni rispetto a quella di età inferiore ai 16 anni.
All’altro estremo, le città autonome di Ceuta (74,5%) e Melilla (60,4%) sono le uniche che resistono con indici ancora inferiori al 100%, registrando – ancora – una percentuale maggiore di giovani.
251.800 persone di età pari o superiore a 55/58 anni abbandoneranno l’attività lavorativa nel 2026, secondo i dati attuali sulla popolazione attiva.
In altre parole, per ogni 3,3 persone che vanno in pensione nelle Canarie, solo una entra nel mercato del lavoro, il che evidenzia un evidente squilibrio nel ricambio generazionale.
Bina Bianchini
