El Hierro supera La Gomera come fanalino di coda del reddito pro capite, ma entrambe guidano la crescita del PIL insulare
A poco a poco, passo dopo passo, le diverse politiche attuate dalla Comunità Autonoma, oltre al buon andamento del turismo come motore economico dell’arcipelago, stanno riducendo le differenze tra le isole più ricche e quelle più povere.
Fino al 23% secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Canario di Statistica (Istac) sull’evoluzione del prodotto interno lordo (PIL) pro capite in ciascuna delle isole.
Il dibattito politico sulla storia autonoma delle Canarie è stato permeato in modo trasversale dalla cosiddetta doppia – e persino tripla – insularità di cui soffrono le isole non capoluogo rispetto a Gran Canaria e Tenerife e dalla necessità di compensare tale disparità con politiche specifiche a loro favore.
Infatti, le ultime rivendicazioni riguardano l’applicazione futura del Regime Economico e Fiscale (REF) di un differenziale fiscale di convergenza per doppia insularità e l’inserimento nel “decreto Canarie” che sarà negoziato con Moncloa dell’esenzione del 60% alle tre isole verdi, e non solo a La Palma, in quanto le più povere dell’arcipelago.
Gli ultimi dati dell’Istac sfatano, in parte, alcune delle leggende metropolitane sul predominio di Tenerife e Gran Canaria sul resto e certificano che, lentamente ma inesorabile, le differenze si stanno riducendo: Lanzarote e Fuerteventura sono le isole più ricche dell’arcipelago, mentre La Gomera e El Hierro sono quelle in cui il reddito è cresciuto di più, e in modo più robusto, e le due capitali si mantengono a metà classifica, al punto che Gran Canaria è quella che ha aumentato meno il suo PIL pro capite (6,1%).
Infatti, La Gomera ha triplicato (19,4%) l’incremento di Lanzarote (6,7%), che è l’isola più ricca (28.280 euro), e persino la media dell’aumento delle Canarie (6,6%), il che, oltre a farla uscire dall’ultima posizione –a scapito di El Hierro– contribuisce a ridurre di quasi un terzo in un solo anno il divario tra il territorio più ricco e quello più povero dell’arcipelago: 5.550 euro separano un abitante di El Hierro da uno di Lanzarote, contro i 6.777 euro di “distanza” che c’erano un anno prima tra l’isola più ricca e quella più povera.
Secondo uno studio presentato dal commissario del REF, José Ramón Barrera, al Parlamento nell’ottobre 2024, bisogna tenere conto del fatto che Gran Canaria e Tenerife equilibrano il loro settore pubblico e privato, mentre La Palma, La Gomera ed El Hierro concentrano più agricoltura e più settore pubblico – quelli che generano meno reddito – rispetto a Lanzarote e Fuerteventura, dove il peso del settore alberghiero legato al turismo fa crescere le loro economie e la produzione delle rispettive ricchezze.
Per questo motivo, il team di Barrera sta lavorando per includere nel futuro REF una proposta trasversale che comporti un differenziale di convergenza per doppia insularità che includa esenzioni nella previdenza sociale, detrazioni per l’acquisto di prodotti a chilometro zero, una riserva di capitalizzazione propria e detrazioni dall’IRPF.
La motivazione della proposta, che dovrà essere negoziata con le autorità spagnole ed europee nei prossimi due anni, è quella di ridurre ulteriormente il divario negli indicatori economici tra le isole non capoluogo e Gran Canaria e Tenerife.
Secondo l’idea del commissario del REF, sulla base della relazione approvata dal Parlamento, le misure compensative adottate per correggere gli squilibri derivanti dalla doppia insularità includono un differenziale di convergenza che può avere segno positivo o negativo, a seconda che la misura considerata agisca come incentivo fiscale o come onere fiscale.
Questo meccanismo sarà applicabile alle isole non capoluogo che dimostrano un livello inferiore alla media delle Canarie in almeno due dei tre indicatori socioeconomici: PIL pro capite, reddito netto medio per famiglia e tasso di disoccupazione di lunga durata.
Come sostiene il team di Barreda, questa proposta non crea un nuovo principio, ma sviluppa quello già esistente nel REF, e l’unica cosa che comporta è la conversione di una dichiarazione generica in uno strumento concreto, dotato di obiettivi, misure e criteri di valutazione.
Franco Leonardi
