
Ecco come sarà la nuova infrastruttura da 348 posti per immigrati.
I lavori, che hanno una durata prevista di dieci mesi, trasformeranno un terreno di 4.000 metri quadrati nel porto industriale con un investimento che raggiunge i 7,4 milioni di euro per la costruzione di tre moduli con una capacità di 348 immigrati.
Il paesaggio industriale del porto di Granadilla ha iniziato a cambiare.
Dopo mesi di pianificazione amministrativa, le macchine sono finalmente entrate nel terreno situato dietro la centrale termica e adiacente all’impianto di desalinizzazione per iniziare la costruzione del nuovo Centro di Accoglienza Temporanea per Stranieri (CATE).
L’avvio dei lavori concretizza il progetto che era in cantiere dallo scorso anno che mira a dotare il sud di Tenerife di una struttura attrezzata per la gestione dei migranti provenienti dalle imbarcazioni che arrivano nell’arcipelago delle Canarie.
I lavori attuali si concentrano sulla pulizia del terreno e sui primi movimenti di terra e raccolta di materiali, una fase cruciale per riconvertire uno spazio che, fino a pochi giorni fa, era inutilizzato e coperto di detriti.
L’inizio di questa attività segna il punto di partenza di un programma tecnico che prevede 19 fasi di lavoro fino alla consegna finale delle strutture.
La capacità ricettiva del centro è stata uno dei punti chiave della progettazione.
Il CATE sarà dimensionato per accogliere, salvo eventuali modifiche, un totale di 348 immigrati.
Moduli principali: due strutture di grandi dimensioni che ospiteranno la maggior parte della capacità, dotate di letti a castello per 256 posti complessivi.
Modulo ausiliario: un terzo spazio di dimensioni minori con una capacità di 92 letti aggiuntivi.
Infine, l’investimento per realizzare questa infrastruttura è salito a 7.422.587,27 euro, una cifra che contrasta notevolmente con i tre milioni previsti nelle informazioni preliminari.
Questo significativo aumento di bilancio è destinato non solo alla costruzione, ma anche a garantire la piena operatività e abitabilità della struttura sin dal suo avvio.
Oltre all’installazione delle baracche, il progetto prevede una urbanizzazione integrale della zona.
Le 19 fasi previste comprendono dalla fondazione e pavimentazione all’installazione di complesse reti fognarie e di approvvigionamento.
Secondo la relazione del progetto, il centro sarà dotato di impianti idraulici, antincendio e reti elettriche a media e bassa tensione.
Inoltre, sarà posto particolare enfasi sulla sicurezza e sulle comunicazioni, dotando il complesso di sistemi di videosorveglianza (telecamere di sicurezza), megafoni e telecomunicazioni avanzate.
Il progetto operativo ha tenuto conto anche della logistica quotidiana di un centro di queste caratteristiche.
Sarà allestito un parcheggio interno per i veicoli ufficiali e un magazzino per le forniture.
L’accesso alla struttura avverrà attraverso un unico ingresso e uscita, situato strategicamente nella zona della diga per controllare i flussi di persone e facilitare il lavoro delle forze di sicurezza e dei servizi di emergenza.
Il termine di esecuzione previsto è di 10 mesi. Se i lavori procederanno come previsto, Granadilla de Abona disporrà di questa risorsa operativa prima della fine dell’anno 2026.
L’inizio di questa costruzione avviene dopo la chiusura di un esercizio in cui, secondo i registri ufficiali del governo, i dati relativi agli arrivi sono variati rispetto all’anno precedente, quindi non si capisce il motivo di questa nuova costruzione.
L’ultimo bilancio pubblicato dal Ministero dell’Interno, con dati accumulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, indica che il numero di immigrati arrivati alle Canarie via mare è pari a 17.788 persone.
Questo dato ufficiale contrasta con le 46.843 persone registrate dallo stesso ente nel corso del 2024.
Di fronte all’ottimismo statistico che emerge dai bilanci del Ministero dell’Interno, l’opposizione mantiene una posizione di assoluta sfiducia, mettendo in discussione non solo la gestione, ma anche la veridicità stessa delle cifre ufficiali.
Santiago Abascal, si è mostrato categorico quando gli è stato chiesto di questo presunto miglioramento della situazione.
“Di norma non crediamo a nessun dato fornito da questo governo, li mettiamo in discussione”, ha affermato Abascal.
La credibilità dell’esecutivo è nulla, definendolo un governo “capace di qualsiasi menzogna agli spagnoli per accedere al potere e mantenersi al potere”.
Nonostante i dati in calo forniti dal Ministero dell’Interno, le associazioni della Guardia Civil come JUCIL hanno continuato a segnalare una continua “saturazione” e un arrivo di imbarcazioni “quasi quotidiano” che ostacola l’operatività degli agenti.
Di fronte a questa dualità, Abascal ha espresso chiaramente la sua posizione: “Mi fido di ciò che dicono i sindacati e le organizzazioni della polizia nazionale e della Guardia Civil, che sono quelli che operano sul campo”.
Come ha spiegato, sono gli agenti che percepiscono la reale insicurezza e la massificazione, avvertendo che, destinando risorse all’immigrazione illegale, “smettono di occuparsi di altre cose per cui sono stati concepiti, ovvero difendere la sicurezza nelle strade”.
Segnalano un aumento della criminalità, in particolare quella sessuale, collegandola direttamente alle politiche di “porte aperte” sostenute.
Franco Leonardi
