
Il Cluster Audiovisivo, che rappresenta 120 aziende, chiede la sospensione del PRUG in quanto lo considera troppo restrittivo e un duro colpo per un settore considerato strategico per l’arcipelago.
Il collettivo chiede la sospensione dell’insieme di norme che regoleranno il parco nazionale di Tenerife perché ritiene che “liquidi l’attività” e generi un “impatto catastrofico” su tutta l’industria audiovisiva dell’arcipelago, una delle più importanti delle isole.
L’associazione ritiene che, se approvato, il nuovo PRUG concordato dal Cabildo di Tenerife e dal Governo delle Canarie trasformerà il Teide in “un santuario turistico” e lo classifica come “il più restrittivo della Spagna”.
Il settore audiovisivo denuncia che il documento, che sostituirà quello attualmente in vigore e che è stato approvato nel 2002, è stato redatto “senza richiedere informazioni e senza consenso”, con “una totale mancanza di trasparenza e governance” e “senza fornire relazioni tecniche o di impatto ambientale che giustifichino e motivino il divieto dell’attività audiovisiva”.
Le restrizioni del nuovo PRUG alle riprese contrastano “frontalmente”, secondo un comunicato dell’associazione, “con la considerazione di settore strategico che la stessa industria ha ricevuto dal Parlamento delle Canarie (2009), dal Cabildo di Tenerife (2018) e dal Governo delle Canarie (2024)”.
Il nuovo Piano Regolatore per l’Uso e la Gestione di un monumento naturale dichiarato Patrimonio dell’Umanità è più restrittivo di quello attuale, risalente a 23 anni fa, in aspetti quali le autorizzazioni per le produzioni audiovisive.
Ad esempio, per quanto riguarda i film, i documentari, i cortometraggi o le riprese pubblicitarie, il nuovo quadro normativo stabilisce per la prima volta quanti potranno essere autorizzati e in quali luoghi.
Per quelli che coinvolgono fino a 15 persone, sarà consentita solo una ripresa al mese, mentre quelli che coinvolgono tra le 16 e le 100 persone, una ogni trimestre, ovvero quattro grandi riprese all’anno al massimo.
Inoltre, non sarà possibile effettuare “più di una ripresa contemporaneamente” e queste dovranno limitarvisi alle zone ad uso moderato e ad uso speciale, che hanno un minore grado di protezione.
Le 120 aziende riunite nel cluster sostengono di costituire un’industria “pulita” e propongono alcuni impegni se il PRUG viene modificato e si apre la possibilità di effettuare riprese nel gioiello naturale di Tenerife.
In questo modo, propongono di pagare tasse specifiche per le riprese, che destino tale gettito a “rafforzare le unità ambientali con tecnici che accompagnino le riprese”, nonché di stabilire l’obbligo di assumere un eco-manager nelle produzioni “per garantire le buone pratiche”.
Propongono inoltre la creazione di “un laboratorio di innovazione nelle pratiche audiovisive sostenibili negli spazi naturali protetti”.
Il Cluster Audiovisivo delle Canarie fornisce dati per evidenziare il contributo del settore all’economia della regione.
Ricorda che il Parco Nazionale del Teide ha accolto più di 5,2 milioni di persone nel 2024, diventando uno fra i più visitati d’Europa, e aggiunge che “in confronto, l’attività audiovisiva rappresenta una frazione minima di tale afflusso”.
Il collettivo espone che nel 2023, l’anno con il maggior numero di riprese a Tenerife (193), un terzo (63) è passato per il Parco Nazionale, riprese che hanno mobilitato 1.225 persone.
A titolo di esempio, l’associazione sottolinea che “uno spot di due giorni di riprese sul Teide comporta un’iniezione di 100.000 euro nella nostra economia”.
“Il 70% del budget è destinato ai costi del personale e il restante 30% alle aziende tecniche di noleggio di attrezzature, talenti locali, hotel, auto a noleggio, servizi di autobus, catering, sicurezza, falegnami, ecc.”.
C’è una contraddizione tra la risposta del settore audiovisivo delle Canarie e quella degli ambientalisti, che hanno anche chiesto la sospensione del piano del Teide.
Mentre i primi contestano un eccesso di restrizioni, i secondi lo definiscono troppo permissivo.
Mentre le aziende sottolineano che minaccia di infliggere loro un duro colpo riducendo il numero di riprese, i verdi lamentano che “sono consentite le riprese di spot pubblicitari e fiction, trasformando Las Cañadas in un set per favorire interessi privati, il che rappresenta una nuova regressione in materia di conservazione”.
Il PRUG sta attualmente affrontando l’ultima fase del processo di approvazione definitiva.
Lo scorso 24 ottobre, Parques Nacionales de España ha dato il via libera.
Il Consiglio della Rete dei Parchi Nazionali, organo consultivo del Ministero per la Transizione Ecologica, ha emesso una relazione favorevole.
Dopo questo sostegno da parte di una maggioranza significativa dell’organo consultivo che fornisce consulenza ai 16 spazi più protetti del paese, ora manca solo l’approvazione del Consiglio di Governo dello Stato per l’approvazione definitiva del PRUG del Teide e la sua entrata in vigore, prevista al più tardi per il prossimo mese di dicembre.
Il Consiglio della Rete dei Parchi Nazionali ha valutato la necessità di aggiornare il piano, dato che quello in vigore era ormai superato: era stato approvato nel 2002.
L’associazione più rappresentativa del settore audiovisivo chiede tuttavia la sua modifica.
“L’industria non cerca carta bianca, ma una regolamentazione intelligente e coerente basata su relazioni tecniche che coniughi la conservazione con l’attività professionale”, afferma in un comunicato, in cui precisa: “Nessuno è più interessato del settore stesso a conservare il luogo in cui viviamo, che è anche indispensabile per il nostro lavoro”.
Franco Leonardi
