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    Miocardite e vaccino cosa è vero e cosa no

    Ultimamente sono tornato a interessarmi al significativo aumento di casi di patologie cardiache manifestate da pazienti della clinica che, sempre più spesso, hanno bisogno di profilassi specifiche  per sottoporsi a anestesia o interventi stressanti.

    In molti casi il paziente è già cosciente della propria patologia, in altri manifesta sintomi incongruenti perché male interpretati o misti a sintomi di altre patologie, si lamenta di un generale malessere, di un calo di efficienza fisica in generale.
    Con le dovute analisi arriviamo a una diagnosi che porta più frequentemente che in passato alla miocardite.
    Quello che mi ha colpito è che tutti i pazienti  in oggetto si sono sottoposti al vaccino.
    Non riapro e non voglio riaprire la vecchia diatriba riconoscendo rispetto e diritto al libero arbitrio INDISTINTAMENTE a chi si è vaccinato e a chi no, benché le mie posizioni siano chiare e non suscettibili di variazione alcuna.
    Ogni differente posizione, semplicemente, è incompatibile con la dignità di un medico serio.
    Ho dedicato del tempo a leggere e navigare cercando studi a supporto di questo dato empirico che non ha valore a livello statistico generale finché qualcuno non produce studi e numeri validi per supportarlo come teoria ufficiale.
    E’ stato pubblicato uno studio da eminenti studiosi giapponesi che hanno raccolto dati su due campioni di pazienti: vaccinati e non.
    Tanto il lignaggio degli studiosi come i numeri su cui si è svolta l’indagine ci permettono alla fine di affermare che a livello del sistema endocrino, quello riproduttivo e della funzionalità cardiaca è un fatto, conclamato, oggettivo e inconfutabile, che il vaccino anticovid avesse conseguenze negative sul nostro organismo.
    Nel caso del cuore si tratta di una infiammazione anomala che può manifestarsi in modi molto diversi il cui sviluppo non sarà possibile circoscrivere totalmente finché non sarà chiaro se avviene o meno la trascrizione nel MNRA.
    Sorvolando sulla bestialità del premio nobel attribuito agli scopritori della tecnologia a RMN con fini clinici, cerchiamo di capire giorno dopo giorno cosa ha un senso fare per gestire senza polemiche la situazione per quella che è.
    In presenza nientemeno che di un segreto militare (la composizione del vaccino è, ad oggi, un segreto militare) ciò su cui possiamo lavorare sono i sintomi, le patologie derivate e la cura giorno dopo giorno per migliorare la vita di coloro che soffrono.
    Con buona pace dei medici show men, questo fa e deve fare la medicina.

    I sintomi:

    affaticamento, progressiva perdita di forze, dolore al petto, tensione a livello della giugulare, capogiri, mancanza d’aria, dosati in modo e intensità molto differente secondo i momenti e la condizione fisica di base del paziente.
    Occasionalmente episodi di sincope ossia, improvvisa perdita di coscienza.

    Il metodo di indagine:

    Sicuramente è bene fare un ecocuore sotto sforzo perché l’elettrocardiogramma facilmente risulta completamente normale, l’elettrocardiogramma sotto sforzo ci dice quanto regge il cuore alla fatica, quale tipo di anomalia si produce nel battito, ma non ci dà una informazione completa.
    L’ecografia del cuore dal canto suo, rileva i difetti strutturali del muscolo cardiaco ma può non rilevare gli esiti di una infezione, ciò che veramente bisogna capire è cosa accade nel muscolo cardiaco quando non si trova in grado di affrontare lo sforzo.
    Inoltre è importante una analisi del sangue per verificare i valori di riferimento cardiaci per rilevarne una eventuale anomalia.
    Con l’appoggio di un buon medico ma anche un poco di fortuna può non essere necessario procedere alla biopsia del cuore che resta l’esame che non lascia spazio a dubbi, se la miocardite c’è, la rileva.

    La terapia

    Non è sempre possibile guarire dalla miocardite che può essere scatenata da moltissime diverse cause e la cui gravità è strettamente correlata a molti parametri che interagiscono fra di loro, ma tuttavia vale la pena di attaccare con tutti i mezzi disponibili.
    Di sicuro il riposo assoluto, una terapia lunga e paziente a base di aspirina, paracetamolo e antinfiammatori consente di tenere a bada la fase acuta e ingranare un processo di guarigione lenta ma possibile.
    In conclusione, se da tempo avete la sensazione di avere un pistone in meno nel motore, se il cuore e i polmoni non assomigliano più a quelli di una volta e il mal di testa, lo stordimento, le vertigini, il senso di affaticamento vi rendono complesso portare avanti uno stile di vita sereno e rilassato, per quanta fiducia possiate avere avuto nel vaccino e per quanta possiate ancora averne, può valere la pena di verificare se avete bisogno di un piccolo aiuto, e , se fosse, intervenire tempestivamente per tornare a sorridere.
    Non per fare il dentista, ma senza sorriso è la pura verità che la vita perde sapore.
    Dott. Alessandro Longobardi

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